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2018

ottobre Tra le mie varie conferenze segnalo una PRIMA assoluta: "FOTOGRAFIA e SPIRITUALITA' - Fotografare in comunione con l'Universo" a Campi Bisenzio

ottobre Mostre "San Rossore" e la novità "IL RAPIDO CONFINE" nel bellissimo Chiostro di Cennano, a Montevarchi

settembre Mostra NEW MAYIM nell'ambito di FotoincontriOFF a Bibbiena

maggio Dopo due anni sabbatici: Collettiva nella Galleria milanese QUINTOCORTILE, dal titolo Figurativastrattivo nell'ambiìto del FOTOFESTIVAL, con l'opera unica "Ordinary wonder".

aprile 4° incontro di "Carlo Delli . CREATIVE LIFE" a Marina di Carrara organizzzato dal Circolo Fotografico Apuano

aprile Conferenza per la chiusura del Corso di Fotografia di Roberto Evangelisti al CRDU dell'Università di Pisa

marzo Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica" a Calci organizzata da IL GRUPPO

febbraio Collettiva d'Arte  "Più di trenta" , Studio Gennai, Pisa.

febbraio Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica", presso il Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga SV

2017

giugno Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

giugno Interessante e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani presso il Gruppo fotografico IDEA VISIVA

maggio Sono relatore alla Gionata di Studio "Piante e animali" alla Facoltà di Agraria di Pisa

aprile Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

marzo Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

febbraio 100° conferenza!!!  Presso il Circolo FotoCineGarfagnana, a Castelnuovo Garfagnana, "INCONTRO CON l'AUTORE-CARLO DELLI"

a gennaio è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: sono relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza.

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelsea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio 2010 mostra personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

 

<<Questa non è una pipa>> scrisse Magritte sotto una pipa molto realisticamente dipinta. <<Questo non è un fiore>> potrei scrivere sotto la più semplice fotografia di un fiore da poter usare per un manuale di riconoscimento delle piante, ottenuta con un 50 mm a luce naturale senza la minima manipolazione.
     Rimango sconfortato tutt’oggi (agosto 2009! non 1909!?) nel dover dire in consessi di fotografi che una fotografia, anche la più documentaristica, non è realtà ma la sua rappresentazione tramite un mezzo tecnico. L’unico fiore reale rimane lì nel prato, se volete vedere un fiore reale dovete uscire di casa o dalla sala della mostra!!! Quando si parla di fotografia realista non è perché la fotografia è realtà, ma perché posso scattare con l’idea di riportare agli occhi del lettore una realtà e non una falsità; perché posso produrre fotografie con l’idea di rappresentare cose, animali, persone o situazioni senza ulteriori manipolazioni oltre i mezzi tecnici che sono braccia di un linguaggio particolare che ha però la mente applicativa nella mia mente, nella mia mente di persona prima e fotografo poi. E con quelle fotografie cerco di raggiungere altre menti per comunicare, per esprimere, per coinvolgere. Ma un linguaggio ha le sue regole che conducono in questo caso ad ottenere immagini anche diversissime dello stesso soggetto cambiando mezzo, punto di vista, momento di ripresa e cambiando soprattutto idea!; se si accetta questo bene, altrimenti semplicemente si parla d’altro, dedicatevi alla pittura, al modellismo o, classicamente, all’ippica. Ora so bene che i limiti tra reale e fantastico, tra originale e manipolato non sono di semplice collocazione ma per questo rimando all’articolo “Rapporto tra tecnologia digitale e fotografia realista” dove ne parlo in parte.
      Ricordiamoci anche che se non è reale l’oggetto rappresentato sono invece reali l'emozione e le riflessioni che una fotografia può suscitare nell’osservatore. Questo potere è secondo me più grande ed eleva la fotografia sopra le altre arti figurative se, come nella fotografia di Natura e nei grandi filoni del reportage sociale e del fotogiornalismo, l’idea che spinge l’autore lo obbliga a rappresentare la realtà non manipolata, anche se questa rappresentazione viene fatta poi nella maniera più particolare e personale possibile.
     Chiunque mostri le sue opere ha uno scopo comunicativo, fosse pure il più futile. Il valore di un'opera sta nella sua capacità di comunicare e le questioni intorno all'arte sono secondarie. A parte il cinema solo in fotografia per rappresentare un oggetto occorre averne uno reale davanti! e dopo “lo scatto” si può scegliere di avere alla fine una immagine fedele per quanto il mezzo lo consente (si chiama “fotografia”!) o manipolare e stravolgere la fotografia fatta, usando estro e fantasia e ottenere qualcos’altro, magari per qualcuno di valore ancora maggiore (si chiama “immagine”). Nel primo caso abbiamo il privilegio di narrare o simboleggiare e al tempo stesso documentare, cioè di "documentare in maniera artistica" (mi prendo la responsabilità di questo concetto) e questo è un PLUS, un arricchimento della forma espressiva, non un minus. Attenzione: non sto dicendo che il fotografo ci riesca sempre - anzi! - ma che ha la possibilità di riuscirci, e quando questo avviene ne deriva una grande opera, quanto meno irripetibile. Quindi anche se non è realtà, ciò che viene rappresentato dal fotografo realista è guidato dall'idea di realtà e più in particolare una realtà con le minori manipolazioni possibili e dall'idea di verità. I termini "realtà" e "verità" sono controversi, ma già "la concezione di Cartier-Bresson si fonda sull'assunto che la fotografia è in grado di riprodurre fedelmente la realtà e che in essa si nasconde la possibile verità" (R. Mißelbeck) e per chi vuole approfondire raccomando le opere di Karl Popper (il libro più semplice  per iniziare è "Alla ricerca di un mondo migliore", una raccolta di conferenze). 
     Devo allora parlare contro quella disgrazia che è il relativismo. In filosofia non è fondamentale arrivare alla verità assoluta, si può infatti distinguere se una teoria è più vicina di un altra alla verità e quindi esiste un reale criterio di verità (Popper, appunto), e così è anche in fotografia. Ma il relativista dirà: "Fotografiamo il sole al tramonto: in ogni istante il suo colore cambierà, non ci ricorderemo la sua tonalità al momento dello scatto, senza parlare del fatto che non lo vediamo con gli occhi ma con certe aree cerebrali; inoltre il colore dell'immagine sarà diverso a seconda della qualità dell'obiettivo ed ancora più se cambio tipo di pellicola; se poi faccio sviluppare il film da tre laboratori diversi avrò tre colori diversi e non è tutto perché se faccio stampare tre volte ogni diapositiva avrò ogni volta tre tonalità diverse. Alla fine avrò decine di colori diversi e quindi non ho la minima possibilità di rappresentare la realtà perché non possono esistere decine di realtà, o ce n'è una sola o non ce n'è nessuna".
     Se accettate questa apparente ragionevolezza il relativista vi convincerà presto che rappresentare il sole rosso-arancio oppure a strisce verdi e celesti è la stessa cosa. Così potrà convincervi di altre sciocchezze: ad esempio vi potrà far vedere un milione di passaggi dal bianco al nero accostando i quali a due a due non potete distinguere nessuna differenza e vi dirà che il bianco e il nero sono uguali. Alla fine vi dimostrerà come non ci sia differenza tra verità e falsità e tra il bene ed il male. Questo non è un gioco o uno scherzo, è una cosa tremendamente tragica sostenuta da fior di filosofie e pregiudizi di tal genere sono più o meno presenti in molti di noi. Essi derivano dalla falsa credenza che si possa raggiungere una certezza ed una verità assolute, mentre invece noi possiamo "solo" distinguere, e non è poco, se un concetto è meno falso e quindi più vicino al "reale criterio di verità" di un altro. Noi possiamo avere convinzioni ben motivate e una fede, mentre le certezze importanti non sono di questo mondo; questa non è una disgrazia ma una fortuna.
     Anche nel piccolo campo dell'arte e della fotografia è così. C'è chi ci vuole "imbrogliare" ed ammetto che molti amano farsi imbrogliare perché l'idea di verità e quella della bellezza nella realtà sono pesanti da accettare. Ma tra il sole rappresentato un po' diverso da come lo percepivo nel momento dello scatto ed un sole a strisce verdi e celesti, la differenza è sostanziale: il primo è molto meno falso e quindi più vero del secondo e come fotografo realista cercherò di farlo meno “falso” cioè più vero possibile. Ancora attenzione: non dico che non sia interessante o bello fare il sole a strisce, dico che non solo non è una realtà ma che non è nemmeno una rappresentazione della realtà.
     Ma ci sono ragioni più forti contro la fotografia di Natura e non li nascondo.
     A) Prima di tutto l'apice dello spirito di questo genere di fotografia è così alto da essere, pur nel dominio della ragione, quasi religioso; questo è controproducente. Riuscire infatti a far riflettere sul nostro rapporto con l'Universo e sull'accettazione in esso della nostra la vita, può essere una pretesa troppo ardua per una "semplice" serie di fotografie e soprattutto se è un'impresa troppo ardua per le menti che dovrebbero rifletterci sopra. Lo spirito della fotografia di Natura è positivo, ma la Natura non ha niente di morale o di immorale chiaramente scritto in sé, ed il messaggio che ci può dare riguarda un problema così basilare del nostro essere personale che è anche a monte dei problemi morali e sociali del mondo umano.  Questo problema molti di noi non l'hanno risolto e ne deriva l'incomprensione del significato "personale" della fotografia di Natura e quindi questa è una reale e valida difficoltà ad apprezzarla in pieno. È un peccato, perché dal lato formale ci sono delle immagini veramente impressionanti che niente hanno da invidiare ma hanno anzi molto da insegnare a qualsiasi altro genere di fotografia.
     B) Nell'Homo sapiens esiste un forte spirito indagatore, un potente istinto di curiosità, e noi siamo spesso portati a cercare qualcosa di nuovo: se l'idea che muove il fotografo è sempre la stessa, per quanto sia grandiosa può sembrare sorpassata e divenire noiosa, se non per il pubblico per molti "addetti ai lavori" e per molti critici (anche se io mi chiedo se lo spirito della fotografia naturalistica sia stato davvero sfruttato a dovere). Io ritengo giustissimo che fantasia e creatività "pura" si esprimano e che l'essere umano sia attratto e si avventuri nelle novità.
     Tuttavia: 1°) Non ogni novità è un progresso. La troppa voglia di novità, che nasce anche dall'incapacità di apprezzare in pieno i valori positivi che già esistono, porta spesso ad esaltare banalità o cose prive di ogni significato degno di essere chiamato tale. Penso che molti esperti siano troppo neofilici, troppo amanti del nuovo, ed al tempo stesso poco attenti al fatto che ci sono ancora da scoprire molte novità anche in "vecchi" generi artistici. D'altra parte anche una neofobia - paura del nuovo - esagerata non è auspicabile.
     2°) Fantasia e ragione devono essere bilanciate: la ragione deve tenere a freno la fantasia senza incatenarla, favorirla senza esserne però ridicolizzata perché ridicolizzando la ragione  ridicolizziamo noi stessi.
     3°) E’ difficile trovare un fotografo che non ricerca qualcosa, ma se la ricerca è davvero tale, a forza di ricercare ci sarà stato e ci sarà qualcuno capace di trovare finalmente qualcosa di buono!? E se lo trova dopo tanta fatica che fa? Forse che il mese dopo lo ha già gettato via? Quando io ho trovato il senso del mio fotografare ho smesso di ricercare ed ho cominciato ad esplorare il mondo che avevo scoperto. E gli altri che fanno? Scoprono l'America e senza esplorarla si mettono a fabbricare scale per arrivare primi sulla Luna? Chi scopre davvero un suo mondo lo esplorerà a lungo, se è valido ed interessante. Ebbene ci sono dei mondi, come quello della fotografia naturalistica, che hanno un significato così alto ed un campo di esplorazione così vasto che possono ben assorbire una vita intera. Si potranno sì trovare validi motivi per intraprendere altre ricerche, ma anche buoni motivi per rimanere sulla stessa strada (senza per questo smettere di guardare le altrui ricerche e soprattutto le altrui esplorazioni).
     Un'osservazione finale per richiamare il messaggio generale della “nostra” fotografia. Per gli animali è un obbligo esplorare un solo mondo, quello materiale. Gli umani hanno lo stesso obbligo per due mondi reali, quello materiale e quello mentale-spirituale, non in contrasto ma strettamente legati tra loro, tanto che esploriamo quello materiale servendoci anche e soprattutto di quello mentale-spirituale (e così in una foto esiste un segno - il materiale “significante” - che ci può dare delle emozioni dirette ma che possiamo anche esplorare con la mente per cercarvi un'idea – il “significato”-). Da sempre l'Homo ha così due specie di rapporti con il mondo: lo contempla o lo manipola. Né l'esagerata contemplazione né l'esagerata manipolazione del mondo vanno bene e credo che esso vada contemplato e manipolato. Ma la manipolazione è sempre esagerata quando non è accompagnata da un'adeguata contemplazione ed in questo momento dello sviluppo umano stiamo forse facendo dei danni inimmaginabili che richiameranno catastrofi proporzionatamente devastanti.
     In questo quadro lo spirito della fotografia di Natura richiama ad una contemplazione della realtà e del mondo che indirizzi meglio la manipolazione che del mondo stesso possiamo fare. Il fotografo naturalista non deve essere un manipolatore ma un "moderno" contemplatore della Natura che si serve anche dei mezzi tecnici che la sua epoca gli mette a disposizione per registrare almeno una piccola frazione di ciò che la sua contemplazione offre. L'eccesso di contemplazione comporterebbe forse una società più "povera" (almeno secondo la sguaiata misura della nostra società occidentale), ma credo che vi si potrebbe cercare la serenità e la felicità con la fondata possibilità di trovarle, mentre un eccesso di manipolazione porterebbe forse al disastro o, nella più rosea delle ipotesi, a nessuna serenità più spessa di un biglietto di banca. “Contemplare il mondo senza manipolarlo è da sciocchi, manipolarlo senza contemplarlo è da pazzi”.
     Termino con le parole di Denis Brihat e di John Show. Il primo: << L'evidenza riempie talmente gli occhi che rende ciechi. La fotografia è l'Arte dell'Evidenza. Una forma d'arte che mostra e può far comprendere ed amare la bellezza delle cose più umili, ha una grande importanza sociale.>> Il secondo: <<Siamo circondati dalla bellezza e dalla vita in un mondo meraviglioso. Se solo avessimo il tempo di osservare ciò che ci circonda e ci permettessimo di sentire profondamente e semplicemente, nel più piccolo dettaglio potremmo trovare una serena armonia, nel più grande esaltazione e gioia. Possiamo scoprire significati e valori avendo cura della Terra e delle sue creature.>>

carlodelli; dicembre 1998, rivisto nell’agosto2009
 
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