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2018

ottobre Tra le mie varie conferenze segnalo una PRIMA assoluta: "FOTOGRAFIA e SPIRITUALITA' - Fotografare in comunione con l'Universo" a Campi Bisenzio

ottobre Mostre "San Rossore" e la novità "IL RAPIDO CONFINE" nel bellissimo Chiostro di Cennano, a Montevarchi

settembre Mostra NEW MAYIM nell'ambito di FotoincontriOFF a Bibbiena

maggio Dopo due anni sabbatici: Collettiva nella Galleria milanese QUINTOCORTILE, dal titolo Figurativastrattivo nell'ambiìto del FOTOFESTIVAL, con l'opera unica "Ordinary wonder".

aprile 4° incontro di "Carlo Delli . CREATIVE LIFE" a Marina di Carrara organizzzato dal Circolo Fotografico Apuano

aprile Conferenza per la chiusura del Corso di Fotografia di Roberto Evangelisti al CRDU dell'Università di Pisa

marzo Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica" a Calci organizzata da IL GRUPPO

febbraio Collettiva d'Arte  "Più di trenta" , Studio Gennai, Pisa.

febbraio Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica", presso il Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga SV

2017

giugno Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

giugno Interessante e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani presso il Gruppo fotografico IDEA VISIVA

maggio Sono relatore alla Gionata di Studio "Piante e animali" alla Facoltà di Agraria di Pisa

aprile Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

marzo Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

febbraio 100° conferenza!!!  Presso il Circolo FotoCineGarfagnana, a Castelnuovo Garfagnana, "INCONTRO CON l'AUTORE-CARLO DELLI"

a gennaio è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: sono relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza.

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelsea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio 2010 mostra personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

Poesie Disutili




POESIE DISUTILI è il mio primo libro di liriche e immagini fotografiche

edito nel luglio 2005 da Bastogi Editrice Italiana, Foggia
ha 112 pagine nel formato 16x23
con 33+7 liriche e 23 immagini tratte da fotografie originali
e con le prefazioni di Lia Bronzi e Giorgio Rigon
il prezzo è di 13 €; si può ordinare all’editore: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.bastogilibri.it

È stato presentato al Caffè delle Giubbe Rosse di Firenze nel febbraio 2006
e nella Sala della Biblioteca di San Gimignano nel febbraio 2008 in un’incontro dal titolo
“Carlo Delli - un fotografo sangimignanese tra poesia e poetica”.

Seguono:
1- Iniziava così…
2- Finale della prefazione di Lia Bronzi
3- Finale della prefazione di Giorgio Rigon
4- Dedica e alcune liriche tratte dal libro
5- Un breve commento alle stesse


1- Iniziava così… (tratto dalle pagg. 103-105 del libro)

I viaggi fatti con la mente aperta e attenta sono tra le esperienze più belle e più utili della vita, e credo che ciò che viene assorbito dalle menti intelligenti in queste esperienze le permea poi per sempre. Viaggiare non per fuggire, ma per raggiungere, è anche saper mettere un’altra moneta nel salvadanaio della vita, per poterla spendere più avanti, se occorre
È stato un viaggio sui generis e normale quello fatto da tre amici in Messico nel maggio del 2003. Dopo vent’anni di <<quest’anno andiamo>> finalmente Fabio aveva affrontato dopo 57 anni il primo vero viaggio di esploratore della sua vita. Esplorazione tra cactus e fotografia, due dei tanti mondi che la sua mente riesce a contenere e sviluppare così bene. Ed il paradiso dei cactus è il Messico. Carlo, Fabio e Vannino, sessant’anni di media, tre ragazzi in gita scolastica senza professori a contenerne le cazzate. Il sorriso di Fabio è stato poi una delle cose più belle che abbiamo visto nelle fotografie, più dei paesaggi insperati e incredibili del Mar di Cortez, più dei pellicani e dei falchi pescatori in volo, più dei leoni marini tra le alghe, più delle migliaia di piccoli o giganteschi cactus fioriti, più delle apprezzate cene finite a tequila o mezcal.
Ma anche mentre costruisci nuovi ricordi puoi essere raggiunto dai ricordi. Puoi viaggiare ma i ricordi ti seguono, e tutti insieme, antichi e verdissimi, hanno raggiunto uno di noi nel punto più alto dell’avventura, lì al Real de Catorce, sulla Sierra Madre. Ci eravamo dispersi per fotografare; chino su un fiore che per lui stava miracolosamente spuntando dal terreno - certe piante grasse sono quasi completamente interrate e mandano fuori, messaggeri provocanti, i fiori - Carlo è stato improvvisamente raggiunto dalla musica di una canzone che non sentiva da almeno vent’anni. Chissà come gli è venuta in mente una canzone cantata da Drupi e delle cui parole ricordava solo le prime due righe del refrain. È stato costretto prima a cantarla e poi a costruirci sopra i versi di una storia, la storia che stava vivendo. Versi semplici, per lui profondi, anche se ingenui nella forma: Era bella era bella davvero/ ma l’estate è durata un secondo/ nei Suoi occhi lo specchio del cielo/ la Sua bocca la fine del mondo; Era bella era bello davvero/ ho vissuto qualcosa di eterno/ sono stato felice e sincero/ ma purtroppo è arrivato l’inverno.
Sull’auto per tornare a Matehuala dentro la testa deve continuare a scrivere sulla consapevolezza di aver perso qualcosa di immenso, forse insostituibile ma ancora necessario: Era bella era bella davvero/ la mia Donna un sorriso raggiante/ far l’Amore qualcosa di serio/ era un gioco fin troppo importante; Era bella era bella davvero/ la mia mente il Suo corpo abbracciati/ la Sua voce qualcosa di etereo/ io quei giorni li ho tutti contati. Carlo spera, anzi è quasi sicuro, che i suoi compagni, non l’abbiano visto piangere. Qualcosa però gli era certo sfuggito perché Fabio canticchiava ogni tanto la sua stessa canzone, quella che lui non riusciva a respingere e che cercava allora d’incanalare in quei versi, affinché non uscisse tutta dagli occhi. Musica e parole continuavano a sovrapporsi: Era bella era bello davvero/ guardavamo lo stesso avvenire /con i sensi e con il pensiero /tra le mani L’ho vista svanire; Era bella era bella davvero /L’ho cercata negli altri Universi /ho inseguito i Suoi segni il Suo vero /che dolore eran tutti dispersi.
La stazione dei bus di Tamasopo era efficiente, pulita e ben attrezzata, niente a che vedere coi luoghi comuni fuori luogo sui messicani. Fosse così in Italia! Puntualità svizzera, aria condizionata e sedili reclinabili sul bus per Città del Messico. Carlo sembrava che dormisse ma la storia nella testa andava avanti: Era bella era bella davvero /pesa il vuoto per sempre mi manca /più non cerco un diverso sentiero /la mia mente oramai troppo stanca; Era bella era bello davvero /il tormento di averLa perduta /m’accompagna di lui sono fiero /è la vita e così va vissuta.
Sdraiato ormai nell’ultima delle tante camere di quel viaggio, prima di cena, un soffitto come tanti altri, finisce di rivivere tutta la storia: Era bella era bello davvero /rivivendo vorrei ritrovarLa /la mia vita è anche il Suo desiderio /è da pazzi semmai rinnegarLa; Era bella era bello davvero /ho vissuto qualcosa di eterno /sono stato felice e sincero /ma è normale che arrivi l’inverno? Quasi un programma da svolgere.
In Messico difficilmente si trovano camere triple, avevano sempre due doppie e quindi a turno uno di loro dormiva da solo. L’ultima notte a Città del Messico tocca proprio a Carlo stare solo, ma non dorme molto, deve scrivere i fiumi di parole che traboccano dalla penna. Pensare che con aria di scherzo diceva da sempre di tenere pronto un libro in bianco che avrebbe riempito di “poesie strazianti” se mai fosse stato lasciato da una donna! Quel libro lo aveva davvero sempre tenuto pronto e lo ha con sé anche in Messico, ora lo sta riempiendo. Un’ora di sonno, un’ora a scrivere, così tutta la notte. Anche in aereo, fino a Francoforte non dorme mai, scrive, così come per tutta l’estate, ritirandosi a periodi in una casa isolata a Ponsano, nei boschi tra Volterra e Casole d’Elsa, o isolandosi tra la folla, seduto sul pozzo di Piazza della Cisterna a San Gimignano, sotto le sue torri, per incontrare ancora un po’ la sua “tu”, la sua “lei” e la sua “Lei”, che sono quelle di tutti voi, come lo sono, specularmente, i “tu”, i “lui” e i “Lui” di tutte voi.


2- Finale della prefazione di Lia Bronzi:

… Tornano poi versi che manifestano l’urgenza di ascolto, con pennellate veloci e rigide ed uso vibrante della parola, come in: “Wish Her were here”, “Questo pianto” ed anche in “Tàccole tra le torri di San Gimignano”, dove la parola definisce la consapevolezza di un altro da sé, di un vuoto, come in: “Un cane”, lirica che manifesta duramente tutta la verifica fatta dal Poeta circa i propri limiti. Poesia, quindi dove non c’è nulla di pleonastico o gravoso, dove si parte da una suggestione spontanea, anche se pensata, per giungere ad una espressione sincera che non ha divari tra la sensazione poetica all’origine e la sua resa artistica, rapportata anche alla fotografia colta in diversi momenti dello spirito e della cultura maturati dalle esperienze del tempo in cui l’Artista vive. Dal punto di vista formale il Poeta dimostra di possedere un personalissimo ed originalissimo linguaggio che dispone di ritmi e moduli di entità propria dove è presente l’azzardo del nuovo nella conservazione. Una bella coerenza con il suo modo d’essere!


3- Finale della prefazione di Giorio Rigon
:

… Il poeta identifica un topos che, da preciso, subito sfuma nel vago, per confondersi con “l’odore per pochi”, percepibile come un afrore, quasi, nell’immagine in primo piano ad esso dedicata, ove una sapiente grafia dispone le tre curve dolcissime del volto e dei seni in un complesso plastico e armonico di struggente grazia.
Nei pochi esempi sopra riportati, è evidente il rapporto stretto e simbiotico tra Poesia e Fotografia, le altre discipline figurative qui non c’entrano.
Forse è proprio la fotografia, con il suo potere di parzializzazione e di segmentazione della realtà visibile, ad indicare a Carlo Delli poeta un linguaggio di sintesi. O forse sono inquietudini e turbamenti del vissuto a suggerire a Carlo Delli fotografo come selezionare i frammenti d’un corpo di giovane donna e scegliere gli stilemi adatti a coniugare visibilità e memoria, organizzando la sintassi figurale che lega l’universo dei segni a quello delle idee.
Due diverse Muse o Ninfe concorrono a rendere L’Autore consapevole che il troppo descrivere mortifica l’intuito ed arresta la fantasia, ed è attraverso l’economia delle parole e dei segni che egli comunica l’ineffabile e, per virtù di poesia, rende visibile la propria immagine mentale.


4- Dedica e alcune liriche:

A tutti gli universi cui sincerità non manca
a tutti gli universi che hanno voglia di comunicare
a tutti gli universi che non si stancano se l’altro non si stanca
agli universi che ho Conosciuto e non hanno distrutto il nostro vissuto


WISH HER WERE HERE

Quando mi accorgo che arriva
e la sento accanto
la sento muovere
e stringo le sue mani
stringo la sua testa
e le accarezzo i capelli
le accarezzo i fianchi
e odoro la sua pelle
odoro il suo sesso
e bevo dalle sue labbra
bevo dalle sue labbra
e mi bagno di Lei
mi bagno di me

vorrei che fosse qui.

volo Mexico City - Francoforte, maggio 2004



DUE CAVALLI

Se fra tanti di stracci e segatura
si dovesse seguire nella vita
solo un cavallo di sudore carne e sangue
impiegherei la mia esistenza a studiarlo
passerei i miei giorni a prevederlo
consumerei il mio tempo ad aspettarlo
lo inseguirei su qualsiasi terreno
lo prenderei anche a piedi
lo domerei a mani nude
mi esalterei nella conquista
mi sforzerei di accontentarlo
m’inebrierei del suo possesso
o piuttosto per lui morirei

ma nella vita ho conosciuto esserci
almeno due cavalli di sudore carne e sangue
e goloso a loro mi sono avvinto
credendo ingenuo fosse uno soltanto

ho lasciato per lui
due pezzi importanti del mio essere
mi sono lasciato andare in lui
fino a farne un secondo nuovo idolo
fino a seguirlo dove non mi sarei mai spinto
fino a strappare un altro pezzo del mio essere
e dal momento che pur senza malizia si è rivelato
due cavalli potenti tirano in direzioni opposte
le mie membra a loro inestricabilmente giunte
stillando il mio sudore
strappando la mia carne
spargendo il mio sangue
e per uno di loro morirò.

Ponsano, luglio 2004



PERFETTA PASSIONE

Dopo un pomeriggio d’amore
Lei mi pregava
sopra le lenzuola
di accarezzarla ancora
e lo chiedeva
senza una parola.

Ponsano, luglio 2004



DI LEI QUALCOSA

Sono fuori e sento
soffi di vento tra le foglie e sulle orecchie
canti sparsi di cince e fagiani
gracchiare di cornacchie lontane
sporadici i fischi della poiana
continui i cinguettii dei passeri
frinire monotono di cicale
ronzare di mosche e tafani
quasi impercettibili o allarmanti
e null’altro
Ho la musica migliore
posso sentire lo sfogliare dei libri
il rumore minimo della penna sui fogli
Ma non è paradiso qui
Guardo la porta e immagino
Manca di Lei qualcosa
che di questo posto e questo tempo
fa posto e tempo da dimenticare
Manca qui non la sua voce
ma il suo odore
Come quello dei lecci
sotto i quali mi riparo
è un odore per pochi
Per chi apprezza cullarlo
più penetrante di un brutto pensiero
nella notte.

Ponsano, luglio 2004



FACEZIA (POVERO AMORE!)

La forza dell’amore
che tu declami tanto
dei soldi ha men valore
non te ne far gran vanto

quella che chiami troia
mi dà sol per denaro
ciò che non può il tuo amore
che quindi è assai più avaro

mi neghi quella gioia
che timido ti ho chiesta
chi me la dà per soldi
lavora ed è più onesta.

Versilia, giugno; Ponsano, luglio 2004



POESIA DISUTILE

Disutile poesia
dei disperati ridicoli
che non sanno parlar chiaro in prosa
sgrammaticata e confusa
incomprensibile e presuntuosa
Disutile poesia
inaspettata
sorprendente
lenisci questo bizzoso esistere
davanti a un vissuto celeste
dietro a un vivremo senza contorni
Per non affondare
nel mio mare divenuto sterile
efficace zattera sei tu
e forte vela i sogni
e sicuro timone i ricordi
verso una terra di miele
che conosco
che cercherò dovunque
che non rivedrò
Mai più.

Versilia, luglio; San Gimignano, agosto 2004



IL POSTO SENZA CONFINI

Dov’è la mia stufina di terracotta rossa che con tanta attenzione governavo d’inverno?
dov’è ora l’acquaio di sasso teatro di epiche battaglie navali?
dove sarà la cuccia di Diana
e il pallone di cuoio tante volte rattoppato con Nicola?
dov’è Diana?
dove Nicola?
son forse perduti completamente?
tutti
tutti
solo polvere e cenere
chissà dove

che mi possono dire di più queste stesse pietre
le stesse mura
gli stessi cigli
gli stessi alberi
e le torri
- con tutto il nostro passato -
che uguali mi guardano dal cielo?
da buon amico ugualmente vengo a trovarle
e niente
niente
mi possono dire di più

ma c‘è un posto
dove abitano tutti
e tutti posso ritrovare
Un posto di cose nuove
e insieme
dove se cerco
trovo la mia stufina di terracotta rossa e la cuccia di Diana
dove ancora rattoppo palloni di cuoio
e muovo battaglie in un acquaio di sasso
dove corro con Diana
dove Nicola continua ad essere
mio cugino e amico

questo posto è
il cuore della poesia
ed è lo stesso così grande
recipiente d’innumerevoli vite
e la mia
che nel fazzoletto del presente
trabocca soprattutto di tutte le liscissime carezze
di tutte le sbrecciate ferite
ricevute dai miei universi
e a Loro date
perché vivi.

San Gimignano, agosto 2004



TÀCCOLE TRA LE TORRI DI SAN GIMIGNANO

Insvelabile
il meccanismo che ci muove
immutabili
rivela ancora
negli spazi tra queste torri
stormi d’uccelli neri
com’esili pensieri
ignari dove andare
Sono le torri Salvucci
gemelle inseparabili
Sono le familiari tàccole
dal verso chioccante
sono i miei attendere
e le mie incertezze
-come quelle tirchie di luce-
sono le voglie mai sopite
tese a un universo da cullare
pure col guscio ruvido
ma dai gesti lisci
per me.

San Gimignano, agosto 2004



INCOGNITE A BRUCIAPELO

Sederi sporgenti
come balconi di fiori affacciati
sul mare delle possibilità
in tempesta.

San Gimignano, agosto 2004


5- Note alle liriche

Le liriche di questa prima silloge sono quasi tutte di significato abbastanza palese.
Le poesie sono inutili perché l'Autore ha la sensazione che tutte le poesie servano soprattutto a chi le scrive e mentre le scrive. Nonostante ci si preoccupi tanto della forma da dare alla sostanza, è nella fase di scrittura - soprattutto di prima scrittura - che la poesia ha una sua utilità “personale”, a meno che non si scriva soprattutto per ricavarne denaro. È una opinione che capisco essere contestabile, ma è la mia opinione, non è questo lo spazio per approfondirla. Ribadisco comunque il titolo. Ci sono d’altro canto diversi saggi sulla “inutilità” dell’arte come sua (almeno storicamente iniziale) caratteristica peculiare tra le attività umane, inutilità intesa in senso nobile, in contrapposizione al fare per utilità, cioè per uno scopo materiale e contingente.
So bene che il termine “universo” per indicare un’altra persona è già stato molto usato ma me ne sono appropriato per indicare ogni donna perché per me è un paragone di una efficacia ineguagliabile nella sua vastità e variabilità. “Conosciuto” con la maiuscola è in senso biblico.
I Due cavalli sono la mente e il cuore, il ragionamento e la sensazione, ma possono esserci altri significati che lascio a voi.
Incognite a bruciapelo chiude la serie delle “Poesie disutili” pubblicate. Allaccia un presente materialmente “presente” a tutto un futuro aperto. Per curiosità: è una delle liriche scritte nelle tante ore passate seduto al muretto del pozzo di Piazza della Cisterna a San Gimignano, dove molte turiste si soffermano sulle scale del pozzo stesso… ed era agosto.




 
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