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Notizie flash

2018

ottobre Tra le mie varie conferenze segnalo una PRIMA assoluta: "FOTOGRAFIA e SPIRITUALITA' - Fotografare in comunione con l'Universo" a Campi Bisenzio

ottobre Mostre "San Rossore" e la novità "IL RAPIDO CONFINE" nel bellissimo Chiostro di Cennano, a Montevarchi

settembre Mostra NEW MAYIM nell'ambito di FotoincontriOFF a Bibbiena

maggio Dopo due anni sabbatici: Collettiva nella Galleria milanese QUINTOCORTILE, dal titolo Figurativastrattivo nell'ambiìto del FOTOFESTIVAL, con l'opera unica "Ordinary wonder".

aprile 4° incontro di "Carlo Delli . CREATIVE LIFE" a Marina di Carrara organizzzato dal Circolo Fotografico Apuano

aprile Conferenza per la chiusura del Corso di Fotografia di Roberto Evangelisti al CRDU dell'Università di Pisa

marzo Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica" a Calci organizzata da IL GRUPPO

febbraio Collettiva d'Arte  "Più di trenta" , Studio Gennai, Pisa.

febbraio Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica", presso il Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga SV

2017

giugno Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

giugno Interessante e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani presso il Gruppo fotografico IDEA VISIVA

maggio Sono relatore alla Gionata di Studio "Piante e animali" alla Facoltà di Agraria di Pisa

aprile Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

marzo Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

febbraio 100° conferenza!!!  Presso il Circolo FotoCineGarfagnana, a Castelnuovo Garfagnana, "INCONTRO CON l'AUTORE-CARLO DELLI"

a gennaio è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: sono relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza.

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelsea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio 2010 mostra personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

Details of wonder

details

 


 

 

 

DETAILS of WONDER - Edito nel 2004 è un libro che unisce documento, narrazione e creatività accostando ampi scenari a dettagli di rocce, acque e legni lungo il confine tra Utah e Arizona.
DETAILS OF WONDER - Published in 2004, is a book that combines document, narration and creativity in approaching large scenes and details of rocks, water and woods along the border between Utah and Arizona.


Titolo del libro:Details of wonder - Paesaggi e particolari tra Utah e Arizona.
Book Title: Details of wonder - landscapes and details between Utah and Arizona.


Edito da Edizioni ETS, Pisa nel formato 23x32 cm, ha 127 pagine con 2 inserti interni apribili e 94 fotografie a colori.
Published
by Edizioni ETS, Pisa in the format 23x32 cm, has 127 pages with 2 internal opening inserts and 94 color photographs
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1° edizione del giugno 2004 - esaurita. Sono rimasti 7 volumi per collezionisti al prezzo di 250 € da richiedere direttamente tramite questo sito.
1st June 2004 edition - sold out. They were 7 volumes for collectors at a price of 250 to be requested directly through this site.

Fotografie e didascalie/Photographs and captions: Carlo Delli

Progetto grafico e impaginazione/Design and layout: Carlo Delli and Vincenzo Letta

Prefazione/Preface: Denis Curti, Direttore dell'Agenzia Contrasto e di FORMA - Milano


Seguono/following:
1) I brevi testi inseriti lungo il percorso fotografico / Short texts includend along the way photo.
2) Rapida presentazione del libro per il sito e la prefazione di Denis Curti / Denis Curti preface.
3) Le note tecniche / Technical notes.
4) Introduzione dell'Autore / Author's introduction
5) I  miei appunti di viaggio, non presenti nel libro.

 

1) TESTI lungo il percorso fotografico / TEXTalong the pictures

Chapter 1 - Il contrasto tra luce ed ombra è un classico della fotografia. Le strette gole del Parco Zion offrono questo spettacolo in ogni ora del giorno, mentre l’immensa frattura del Grand Canyon si esibisce soprattutto all’alba e al tramonto. Ma luce ed ombra mutano ogni anfratto di roccia in un piccolo canyon prezioso agli occhi del cercatore di forme.

The contrast between light and shadow is a staple of photography. In the narrow gorges in Zion National Park this interplay is evident throughout the day, while the immense fracture that is Grand Canyon gives of its best above all at sunrise and sunset. Indeed, light and shadow transform every rock crevice into a small canyon, wich is invaluable for anyone on the look out for form.

Chapter 2 - Calarsi a fatica e percorrere lentamente uno slot canyon è un'esperienza indescrivibile. Luce e buio (non luce ed ombra) si sfidano in un duello muto per le orecchie ma talmente urlante per l'animo  del cacciatore di luce che a momenti stordisce. Non  resta che sedersi, per ascoltare quegli urli senza cadere.

Lowering oneself bit by bit into a slot canyon and then painstakingly covering its length is an unforgettable experience. Light and darkness (not light and shadow) fight it out in a duel that is silent to the ears, but the clamour of which stuns the soul of anyone on the hunt for light. The only remedy is to sit tight and listen to the clamour.

Chapter 3 - L'acqua che scava gli slot arriva dal cielo e scorre tutta sulle rocce, non essendoci un suolo che la può trattenere. Sembra strano ma l'acqua non è rara in queste zone semidesertiche. Alimenta cascate e rapide dei pochi fiumi esistenti, può pericolosamente inondare all'improvviso i letti asciutti dei torrenti...

The water that hollows out the slot canyons falls from the skies straight down onto the rocks, as there is no topsoil to absorb it. Strange as it may seem, rain is not rarity in this semi-desert region. It feeds the waterfalls and rapids of the few existing rivers, can cause dangerous flash-floods when it suddenly fills up the dry river beds...

...e forma pozze dalla vita breve; ma il creatore di immagini ha il potere di trasformare in duraturo anche l'effimero.

...and forms many short-lived wells; but the creator of images has the power to tranform what is ephemeral into something lasting.

Chapter 4: - In queste regioni l'acqua è uno scultore che insieme al vento, al sole e ai movimenti della Terra, rappresenta gli strumenti del Creatore. L'osservatore attento vede bene le tracce dirette dell'acqua: fango essiccato, caverne di dimensioni scavate negli argini dei torrenti, lunghissime colature sulle pareti dei canyon.

Hereabouts, watwr is a sculptor that, together with the wind, the sun and the movements of the earth, represent the Creator's tools. To a careful observer, the traces left by the waterare very evident: dried mud, caves of every size hollowed out along the riverbanks and tricklings that run the whole length of the canyons wall.

Chapter  5 - E sono come omaggi all'acqua le tante onde scoplite nella roccia. Onde che a volte sembrano immensi cavalloni marini, altre volte piccole increspature di una laguna. Onde che sconcertano, perché quando l'ammiratore della Natura vi è dentro par che si muovano. E poi la sabbia che si stacca dalla pietra ricorda, anche in mezzo a queste montagne, spiagge rosate. The many waves sculpted into the rocks are a kind of omage paid to the water.

At times, these waves take on the apparence of billows; at yet others are like ripples wrinkling the surface of a lagoon. Thei capacity to disconcert and amaze is heightened by going ia amongst them, as they seem to move. And, even in the midst of these mountains, the sand crumbling away from the rock recalls pink-tinged beaches.

Chapter 6 - Ma è sulla pietra che rimangono i segni. E' la pietra che rimane a formare grandi e piccoli paesaggi, grandi e piccoli particolari. Il linguaggio fotografico può rappresentarli tutti e ha il potere di annullare talvolta le dimensioni, privilegiando la forma. But it is in the rock that the sign remain. It is the rock that remains and forms the huge and tiny landscapes, the huge and tiny details. Photography has the means of representing them all. At times it also has the power to do away with differences in size, and thus focus on form.

Chapter 7 - Ancora sulla roccia segni ovunque per il cercatore di segni; Qualcuno o Qualcosa più Grande di noi ha creato tutto ciò e la fotografia è un punto di osservazione privilegiato per entrare in contatto con lui.

For those looking for signs, the rocks really do have them in abundance; Somebody or Something bigger then us created all this, and photography is a privileged observation point for entering into contact with him.

Chapter 8 - La vita. La Natura è evidentemente obbligata a creare forme e la nostra natura umana ci obbliga a cercarle, così anche semplici licheni si esibiscono nel grande gioco della Creazione. Fortunato chi ha occhi per vedere e cuore per sentire perché potrà sorprendersi senza fine.

Life; Nature is evidently obliged to create forms ahd human nature itself oblige us to look for them. And so it is that even simple lichen takes part in the great game that is Creation. Lucky indeed is the individual who has eyes to see and a heart to feel, because he will never cease to be amazed.

Chapter 9 - Gli alberi si fondono nel paesaggio oppure formano uno spettacolo a parte, dove la materia vivente è come pietra scolpita. Sono materia vivente, perché creativa, anche le rocce e i tronchi che pur definiamo "morti". Poter ammirare tutto ciò dà emozione, e l'indubbia potenza del linguaggio fotografico permette di trasmettere e condividere questa emozione.

The trees either blend in with the landscape or they give rise to a separate scenario, where living raw material is like carved stone. Even the rocks and the tree trunks that we misleadingly define as "dead" are living raw material, because they are creative. Being able to admire all this is stirring, and photography is the powerfulmeans by which these sensations can be trasmitted and shared.

Chapter 10 - Quando siamo immersi nella Natura occhi ci guardano sempre; Qualcuno o Qualcosa è presente ovunque...

... sì, c'immaginiamo forme perché siamo evolutivamente obbligati a farlo, ma se anche noi facciamo parte della Natura e vediamo occhi quegli occhi ci sono...

...se vediamo figure quelle figure ci sono...

...se vediamo disegni quei disegni ci sono

When we are immersed in Nature, there are eyes constantly watching us; Somebody or Something is withus wherever we go...

...and yes, our imagination leads us to make out these forms, because for usit is an avolutionary imperative, but if we too are part of Nature, and we perceive those eyes then those eyes are indeed there...

...if we perceive a figure, that figure is there...

...if we can perceive drawings, those drawings are there.

Chapter 11 - Ritorniamo infine ai grandi spazi, ai grandi paesaggi, da quelli più famosi e fotograficamente più "visitati" a quelli sconosciuti o che, normalmente anonimi, sonop esaltati da luci inconsuete.

Luce.

La fotografia è luce che arriva agli occhi ma la fotografia di Natura è soprattutto luce che arriva all'Anima.

And so back to the great open spaces and the immense landscapes, both the most famous and photographically renowed ones and the unknow, or normally anonymous one, wich are set off by unusual falls of light.

Light.

Photography is light finding its way to the eyes, but photography of natura is above all light finding its way to the Soul.

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Per introdurre Details of Wonder voglio per prima cosa riprendere esattamente una frase già scritta per il libro sul Monte Pisano: "Per essere chiamato libro una raccolta di immagini deve avere uno svolgimento, un senso logico, un progetto, come se le fotografie fossero parole che lette nell'ordine stabilito dall'autore formassero un discorso di senso compiuto", altrimenti rimane per me una raccolta di fotografie e non un "libro". In una frase ci sono parole bellissime ma sono necessari anche articoli, avverbi etc.. In un libro non tutte le fotografie devono essere eccezionali ma alcune servono di collegamento tra una foto e l'altra o tra un capitolo e l'altro, alcune servono di accompagnamento o di preparazione per le foto che precedono o seguono. Ho visto delle meravigliose raccolte di fotografie di Natura senza un preciso nesso l'una rispetto all'altra; d'altra parte ovviamente se non ci sono molte foto originali e di grande impatto emotivo serve a poco avere un filo conduttore valido. In Details of Wonder spero di avere l'uno e le altre, ma c'è sicuramente una precisa sequenza di capitoli che non voglio qui suggerire ma che spero sia ben identificabile.

Per chi vuole leggere qualcosa prima di vedere la selezione di fotografie riporto qui di seguito per prima cosa la Prefazione di Denis Curti, a cui tengo molto perché Denis e le sue idee sul rapporto tra il fotografo ed i suoi "soggetti", anche naturali, mi hanno incoraggiato moltissimo nei miei propositi. Per seconda cosa metto la mia Introduzione al libro, poi le Note Tecniche e infine un riassunto di ciò che scrissi appena tornato a casa dopo il primo viaggio in Utah e Arizona.


2) PREFAZIONE di Denis Curti / Denis Curti preface

Figlio di una generazione che non ha fatto in tempo ad accumulare tempo, Carlo Delli eredita la storia nel suo continuo e fertile presente. Le sue fotografie si compongono nello spazio di un pensiero e rivelano l'esistenza improvvisa di luoghi mentali e di spazi reali.
Ma le fotografie di Carlo Delli sono soprattutto capaci di commozione. Alle brevi sequenze, giocate nel rapido susseguirsi di eventi ed episodi, si affianca uno sguardo capace di cogliere tracce, istanti, e di affondare negli attimi e nei sospiri la sua intera esistenza.
Stare nel proprio tempo, riconoscere le cose del mondo, sentire se stessi in relazione con gli altri. Così, il risveglio e il rinnovamento nel presente si agganciano a una capace e costante lettura. In quel visibile dialogo dell'episodio che avvolge la vita, anche quando la circostanza sfugge alla sedimentazione storica. Gestualità e azione si misurano con uno sforzo di conoscenza e il lettore, abile fotografo e mediatore, deve guardarsi dalla trappola dell'immediato stupore e, oltrepassato quel primo entusiastico istante, deve condursi nel più autentico spirito per poter esprimere la propria capacità di coltivare la verità del sentire per tradurre l'antico linguaggio dei sentimenti.
Nel disporsi con lo sguardo su linee e movimenti, Carlo Delli riesce nell'azione dell'attesa, evitando inutili citazioni e ritratti. Disegni, onde fluttuanti e note naturali, scultoree figure dai tono caldi di luce e colore.
Il fascino del paesaggio allora si rinnova non nella scoperta, ma nel ripetuto incedere, nella partecipazione che definisce l'immagine e ne delimita lo spazio e la scelta. Solo così l'autore può condurre l'esplorazione fotografica al suo significato e valore. La natura si comprende solo quando, nel ri-visitare e nel ri-tornare al luogo, le cose "chiedono" di essere guardate.
Un accordo chiarito nell'elemento ripreso, quando lo spettacolo offerto recupera il segno e rivela un'antica presenza, tra percorsi e costoni di roccia, tra aperture e varchi, tra squarci e riflessi. Sinuosi movimenti, forme essenziali che non sentono il peso di un uomo che soltanto le sfiora col pensiero.

Carlo Delli is part of a generation for whom time is not something to be hoarded: he is the heir of history as it manifests itself in a continuous and fertile present. His photographs come together in the space of a thought and reveal the unexpected existence of places of the mind and real spaces.

Above all, however, Carlo Delli’s photographs have the capacity to move. These brief sequences, in which the rapid succession of events and episodes play their part, are the fruit of an eye capable of perceiving even the most evanescent of signs and moments. All the force of his existence is then plunged into these micro-seconds and flashes of feeling.

To inhabit fully the time one lives in; to recognise the things that make up the world; to enter fully into contact with oneself through contact with others. These elements constitute the means by which one’s reawakening and renewal in the present can latch onto and accompany a correspondingly skilful key of interpretation. This reciprocity is epitomised in the visible episode dialogue that encapsulates life, even when circumstances escape the process of historical sedimentation. Gestures and actions complete with the quest for knowledge, and the reader, precisely because he is an able photographer and interpreter, must guard against losing himself in the initial impact of wonder; he must go beyond this in order to give expression o his capacity for truthful feeling to the full, and thus translate the ancient language of sensibility.

Carlo Delli’s eye is drawn to lines and movements; this is why he succeeds in conveying a sense of active expectation. In this way he manages to avoid unnecessary citations and images. What we find are patterns, billowing waves, natural marks, and warm-hued statuesque figures of light and colour.

The appeal of landscapes is renewed here not through discovery, but rather by dint of repetition, and a level of participation that both defines the image and bounds the nature of its space and choice. Only in this way can the author tune photographic exploration to its true pitch of meaning and value. Nature can only be understood if, when one re-visits and re-turns to a place, things “ask” to be looked at.

When the sight that opens up before one’s eyes recoups its quintessence, therein lies the clarity of the understanding between photographer and photographed, revealing an ancient presence that unfold between trials and mountainsides, clefts and passes, glimpses and reflections: sinuous movement and essential forms that are not burdened with the weight of a man who barely brushes them with his thought.





3) INTRODUZIONE dell'Autore / Author's introduction

Ho incontrato gli scenari, i particolari ed i "personaggi" rappresentati in questo libro in un'area compresa tra il sud dello Utah ed il nord dell'Arizona. Durante quattro viaggi in quella che è una delle parti più belle del mondo ho cercato creazioni naturali nei più noti parchi come Zion, Bryce Canyon, Monument Valley, Canyonlands, Arches, Grand Canyon e in molte altre zone meno conosciute. Ma è stata la Paria Canyon and Vermillions Cliffs Wilderness Area, situata proprio sul confine tra Utah e Arizona, che mi ha dato la prima idea e la maggiore spinta per realizzare quest'opera. Subito dopo il primo viaggio infatti, appena viste le prime stampe, mi è venuta la voglia di pubblicarle per condividere le mie emozioni.
Una lunga serie di circostanze che a posteriori si potrebbero definire "guidate dal destino" mi portarono solitario in un freddissimo giorno del marzo 1998, dopo una notte di temporali, nel cuore del Paria Canyon. Lì ho avuto una delle emozioni più forti della mia vita e non mi vergogno a dire che di fronte a quelle onde di pietra ho pianto, commosso dalla loro bellezza e turbato dalla loro potenza. Ma nonostante l'eccezionalità assoluta delle ampie vedute, sono rimasto da sùbito incantato anche dai particolari, che nei due viaggi successivi hanno preso il sopravvento. Nel novembre 2002, durante l'ultima visita, ho infine risentito prepotente il fascino del paesaggio nelle austere valli delle Canyonlands in cui mi avventuravo ancora da solo. Qui, con montagne e macigni ovunque incombenti e col marrone rossastro che domina al posto dei tanti colori del Paria, mi sono sentito di nuovo in soggezione, ho provato un vero e proprio timore reverenziale, unito però a un senso di esaltazione per gli incredibili particolari disegnati su quelle stesse rocce. Soggezione ed esaltazione. Si chiudeva così il cerchio tra ciò che mi ispiravano i paesaggi e quello che mi dicevano i particolari: ho cercato di concentrarlo in questo libro.
Nel 1998 stavo terminando il volume Monte Pisano, un lavoro con pochi spunti di creatività pura, ma già allora avevo la convinzione che la fotografia naturalistica potesse essere, oltre che documentaria e narrativa, anche creativa, ed ero ormai rivolto, anche nella mia Toscana, più alla ricerca di particolari e di immagini naturali astratte che non di animali, piante o paesaggi. Sentivo già il fascino dell'incontro della creatività umana con l'opera d'arte più grande di tutte, la Natura, ed ero ormai convinto che la fotografia fosse la strada migliore per esaltare questo incontro, perché più di ogni altra arte può sintetizzare in un'immagine realtà e fantasia, sentimento e ragione, e , quando il soggetto è naturale, Umano e Divino.
È difficile esprimere tutto ciò "soltanto" con delle fotografie, per giunta di un genere ignorato o disprezzato dalla maggior parte del mondo dell'arte fotografica. Ma le esperienze vissute in Utah e Arizona hanno confermato le mie convinzioni, così come le attuali ricerche nel campo della fotografia naturalistica creativa, dove tutto e semplice e a portata di mano, come le rocce e l'acqua che vi scorre sopra, ma nello stesso tempo misterioso e profondo, come la nostra mente che cerca un contatto con quel Qualcuno o Qualcosa che ha creato l'universo, noi compresi. Chi snobba la fotografia di Natura semplicemente non ha un cuore abbastanza grande per contenerla. Per concludere, se quello che voglio esprimere e comunicare con questo libro è quasi impossibile da esprimere e comunicare per intero, non di meno mi è risultato impossibile non provarci. Spero di trasmettere a qualcuno ciò che può ispirare la potenza e la bellezza della Creazione, di trasmettere a qualcun altro l'importanza dell'incontro della creatività umana con quella del Fattore dell'universo, di trasmettere a tutti almeno una parte dello sforzo fatto per raccogliere tutto ciò in poco meno di cento "semplici" fotografie.

I came across the scenarios, details, and “protagonists” represented in this book in an area stretching from southern Utah to northern Arizona. During four trips to what must be one of the most beautiful parts of the world, I sought out natural creations in the most renowned parks such as Zion, Bryce Canyon, Monument Valley, Canyonlands, Arches, Grand Canyon – and many others that are less well-known. But it was Paria Canyon and Vermillion Cliffs Wilderness Area, located right on the border between Utah and Arizona, that gave me my first intuition, and the greatest spur, for creating this book. So, as soon as I had seen the prints taken on my first trip, I knew that they had to be published; this indeed was the best way to share the sense of wonder they had provoked in me.

A long series of events, which in hindsight bear all the signs of the “hand of Destiny” at work, led me right into the heart of Paria Canyon. After a stormy night spent on my own in March 1998, I woke up the following morning in freezing conditions, and it was then that I had one of the most affecting experiences in my life. I am not ashamed to admit that I shed tears at the sight of those waves of rock, moved by their beauty and thrown by their power. However, despite the outstanding nature of the vast panoramas in front of me, I was immediately taken by the details; indeed, during the two successive trips these became paramount. In November 2002, during my last trip there, I eventually fell under the spell of the landscape in the austere valleys of Canyonlands, where once again I had gone on my own. Here, surrounded by mountains and overhanging boulders, immersed in this uniformly reddish-brown colour, so different to Paria, I was once again overcome by a sense of awe. I experienced what can only be called reverential dread. It was, nevertheless, united with a sense of exaltation on account of the incredible details on those rocks. Awe and exaltation . In this way, what the landscapes inspired in me and how the details spoke to me had come full circle. This book represents a condensation of my findings.

Back in 1998 when I was finalising my book “Monte Pisano”, which I feel contains few sparks of true creativity, I was persuaded even then that, in addition to its documentary and narrative capacity, naturalistic photography could also be more creative. Indeed, in my home region of Tuscany, I had already turned my attention more to details and abstract naturalistic images, than animals, plants or landscapes. I was already enthralled by the encounter between human creativity and the greatest work of art of them all – Nature. I was convinced that photography was the best means of enhancing this meeting, because, more than any other art form it has the capacity to synthesize in an image reality and imagination, reason and feeling, and, when the subject is naturalistic, the Human and Divine.

It is difficult to express all this “only” through photographs, and – what is more – of a “genre” that is largely ignored or looked down upon in the world of artistic photography. However, in confirmation of my conviction there were my experiences in Utah and Arizona, as well as current researches I am carrying out in the field of creative naturalistic photography, where everything is simple and within reach like the rocks and the water flowing over them, and yet also mysterious and deep, like our minds searching for a contact with the Somebody or Something that created the Universe, and us along with it. Quite simply, those who turn up their noses at naturalistic photography have not got a heart that is sufficiently big to accomodate it.

In conclusion, even if what I have wanted to express and communicate through this book is almost impossible to express and communicate completely, by the same token I have found it impossible not at least to try. I hope I have succeeded in transmitting to some of you the inspiration that comes on beholding the power and beauty of Creation; I hope, too, that I have been able to get across the importance of the encounter between human creativity and the Maker of the universe; and all of you will, I trust, perceive at least some of the effort required to encapsulate all this in not quite a hundred “simple” photographs.

 

4) NOTE TECNICHE / Technical notes

Per realizzare le immagini ho usato tutte le focali comprese tra 16 e 400 mm con prevalenza del 20 mm e di un 100 mm "macro" (sebbene non ci siano più di due o tre immagini che siano strettamente tali). L'uso di un robusto cavalletto con testa tipo joystick è stato pressoché sistematico, così come il pre-sollevamento dello specchio delle fotocamere.
Non ho usato nessun filtro all'infuori del polarizzatore e non ho effettuato nessuna manipolazione delle immagini (salvo i tagli dell'inquadratura in sede d'impaginazione). Mi sono servito di pellicole invertibili a colori per lo più con sensibilità di 50 asa.
Anche se le attrezzature ed il bagaglio tecnico devono essere ottimi, credo che la tecnica non dovrebbe mai superare le capacità del fotografo di saper esplorare, studiare ed interpretare la realtà naturale organizzandola poi nello spazio dell'inquadratura.

In the making of the photographs, I used lenses with all the focals ranging from 16 to 400 mm inclusive; the most common choice fell on the20mm and a “macro” 100 mm (although in actual fact not more than two or three photos can be considered precisely “macro”). I also made systematic use of a solid tripod with a joystick-like head, and ditto for the pre-lifting of the mirror – even if in some cases the tricky timing of the shot and the extreme precariousness of the shooting position did not allow for this. The only filter I used was a polarizer, and I avoided any manipulation of the images (except for the set-up of the photos during the page layout). I used reversible colour film, mostly 50 ASA. Even if one’s equipment and technical know-how must be up to scratch , I still believe that technique should never be in excess of a photographer’s capacity for exploration, study, and the interpretation of natural reality.

When the size of the image is not evident, the approximate size of the biggest side is given in brackets at the end of the caption. Only very rarely is the photographic technique supplied.

AZ stands for Arizona, UT for Utah, and once the location has been established, it is no longer mentioned. In the absence of other indications, when Paria Canyon is mentioned, what is intended is the northernmost part of the Coyote Buttes, which straddles the border between the two states. N.P. stands for National Park.




5) Riassunto delle mie NOTE DI VIAGGIO


A causa di un'esperienza di vita molto negativa per alcuni anni non ho potuto viaggiare. In quel periodo rimasi affascinato da una fotografia di rocce fatta in un certo "Paria Canyon" in Arizona. Misi quella foto nella borsa da lavoro e per quattro anni la portai sempre con me. Come fotografo quegli anni furono molto belli e produttivi perché completai la ricerca per il mio libro "Monte Pisano", ma ogni tanto guardavo la fotografia che avevo in borsa.
Appena potei permettermi un viaggio all'estero cercai sùbito di trovare quelle rocce. Realizzai in loco che l'area che cercavo si chiamava Coyote Buttes North, ottenni il permesso d'ingresso ma con informazioni vaghe sul punto che stavo cercando. Erano i primi giorni di marzo, faceva freddo, la vicina strada per il Bryce Canyon era chiusa per neve e sarei stato quel giorno il solo visitatore del parco. La notte precedente infuriò un lungo temporale e dormii poco pensando che il mio "appuntamento" sarebbe sfumato ma, appena prima dell'alba, il cielo si schiarì completamente. Il cartello all'inizio della strada sterrata era chiaro: "Strada impraticabile se bagnata"; la strada era fradicia ed avevo un'auto a due sole ruote motrici! Persi due ore aspettando che certe zone particolarmente bagnate si asciugassero un po'. L'auto scivolava parecchio, arrancò non poco su un paio di salite ma arrivai finalmente al parcheggio indicatomi.
Curiosamente l'area di parcheggio è in Utah e si entra poi a piedi in Arizona. La cartina che avevo era assai approssimativa, sbagliai sùbito strada un paio di volte perdendo ancora del tempo ma il cielo era di un blu spettacolare. Sbagliai ancora strada realizzando che la zona che cercavo era nella valle parallela a quella che stavo percorrendo, ma già lì i paesaggi erano incredibili. Il colore e la forma delle montagne e delle singole rocce era più bella di qualsiasi altro posto avessi mai visto in centinaia di fotografie sul Sud-Ovest degli Stati Uniti. Quando poi superai l'erto passo che mi separava dalla valle "giusta" mi si aprì un mondo così difficile da descrivere nella sua originalità e bellezza che mi dette l'idea di un altro mondo. E questa non era un'idea solo mia, lo stampatore delle prime foto mi disse testualmente: "Se qualcuno venisse portato qui mentre dorme, al risveglio penserebbe di essere su un altro pianeta".
Devo confessare che non avevo assolutamente nessuna paura per le grosse orme di puma stampate nel fango fresco, anche se ero solo in quell'immensità fatta di roccia. E mi sovvenne una frase: <<Posso morire in pace perché ho visto qui il potere e la gloria di un essere supremo in questa testimonianza delle rocce>>. Davvero provavo una sensazione così incredibile e difficile da accettare per chi non l'ha vissuta con quello stesso stato d'animo! Girai a lungo bevendo con gli occhi e con lo spirito tutte le meraviglie che lentamente si dischiudevano davanti ai miei passi. All'una non avevo però trovato il punto esatto. Sarei stato ugualmente contento ma ecco il "miracolo". Vedo in lontananza due persone che raggiungo velocemente; avevano campeggiato in zona e stavano tornando indietro. Erano i soli altri due uomini che quel giorno erano nel Paria Canyon: tirai fuori la fotografia che ormai tenevo con me da quattro anni, loro conoscevano il posto e me lo indicarono, era vicino ma da solo non lo avrei mai trovato!
Non mi vergogno a dire che arrivato alla meta ho pianto davvero. Intanto nuvole bianche e grigie si avvicendavano nel cielo blu cobalto. Riuscendo a scampare alla sindrome da stupore ottenni degli ottimi scatti, molti dei quali originali rispetto a tutto ciò che avevo già visto. Ma pur in mezzo a tanti grandiosi paesaggi rimasi affascinato dai particolari. Delle rocce ma anche dei rari alberi, dei licheni, dei segni dell'acqua, così come avevo imparato a fare nella mia Toscana nell'ultima parte del mio lavoro sul Monte Pisano, quando avevo raccolto moltissimi foto di particolari che pure non avrebbero fatto parte del libro, che aveva un altro scopo.
L'idea di cercare di trasmettere agli altri ciò che avevo provato in quella straordinaria avventura della mia vita è iniziata appena visionate a casa tutto le diapositive sviluppate. Per questo sono tornato altre tre volte, l'ultima in quei luoghi tra il centro dello Utah ed il nord dell'Arizona. La voglia di realizzare questo lavoro si è poi rinforzata dalla constatazione che nessuna delle numerose pubblicazioni sull'argomento che sono riuscito a visionare sviluppava un progetto preciso ed il mio appariva anche per questo abbastanza originale. Il libro si apre con un tema classico, quello del contrasto tra luce e ombra che raggiunge il culmine nelle immagini degli slot canyons scavati dall'acqua, prosegue quindi con l'acqua stessa e poi con le sue tracce sul terreno e sulle rocce. Rocce che diventano onde, grandi e piccole, e onde che diventano segni; tra i segni sulle rocce compare la vita sottoforma di licheni e quindi si passa ai legni. Infine, come sempre, quando mi immergo nella Natura c'è chi guarda, e c'è quindi una breve carrellata di sguardi, l'ultimo malizioso. A mò di appendice, dopo l'ultimo testo, ci sono alcuni ampi paesaggi dove si alternano vedute molto conosciute e "frequentate" dai fotografi ad altre mai viste prima.

 
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