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2019...  anno contrassegnato soprattutto dalla ristrutturazione di un grande immobile che è finalmente la mia grande CREATIVE LIFE FACTORY !!!
A Livorno: 300 mq tutti contigui con quattro laboratori, grande magazzino, biblioteca/salotto, grande white room come gallery + un appartamento, e il tutto si affaccia sui 340 mq di cortile esclusivo. Chi vuole può venire a trovarmi, la/o accoglierò molto volentieri!!! ...bevande incluse.... Grande potenza dell'immaginazione creativa consapevole e del contatto con lo Spirito Universale!

ottobre 4° incontro di Creative Life organizzato dal Circolo Fotografico IL GRUPPO di Pisa

maggio Finalmente "professore" all'Università, "Fotografare la diversità, dalla Natura alle Persone" nell'ambito di un Corso di aggiornamento per Ingegneri, alla facoltà di Ingegneria di Pisa

marzo Nuova Conferenza "Bellezza, Fotografia e Spiritualità" organizzata da A.M.M.I. all'hotel Duomo di Pisa

febbraio  Inzio una collaborazione stabile con il magazine "Camera Chiara"

2018

dicembre Conferenza nell'ambito di Evolution Day sul rapporto tra Immaginazione Creativa e Fotografie.

ottobre Tra le mie varie conferenze segnalo una PRIMA assoluta: "FOTOGRAFIA e SPIRITUALITA' - Fotografare in comunione con l'Universo" a Campi Bisenzio

ottobre Mostre "San Rossore" e la novità "IL RAPIDO CONFINE" nel bellissimo Chiostro di Cennano, a Montevarchi

Mostra NEW MAYIM nell'ambito di FotoincontriOFF a Bibbiena

SEI MESI a PUERTO SAN CARLOS, BAJA CALIFORNIA SUD.

aprile Collettiva nella Galleria milanese QUINTOCORTILE, dal titolo Figurativastrattivo nell'ambiìto del FOTOFESTIVAL, con l'opera unica "Ordinary wonder".

aprile 4° incontro di "Carlo Delli . CREATIVE LIFE" a Marina di Carrara organizzzato dal Circolo Fotografico Apuano

aprile Conferenza per la chiusura del Corso di Fotografia di Roberto Evangelisti al CRDU dell'Università di Pisa

marzo Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica" a Calci organizzata da IL GRUPPO

febbraio Collettiva d'Arte  "Più di trenta" , Studio Gennai, Pisa.

febbraio Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica", presso il Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga SV

2017

giugno Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

giugno Interessante e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani presso il Gruppo fotografico IDEA VISIVA

maggio Sono relatore alla Gionata di Studio "Piante e animali" alla Facoltà di Agraria di Pisa

aprile Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

marzo Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

febbraio 100° conferenza!!!  Presso il Circolo FotoCineGarfagnana, a Castelnuovo Garfagnana, "INCONTRO CON l'AUTORE-CARLO DELLI"

a gennaio è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: sono relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza.

SEI MESI di residenza ad Everglades City, FLORIDA

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelsea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio 2010 mostra personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

Il Rapido Confine
Giovedì 05 Marzo 2020 11:07

 

 

 

 

 

 

Salute! Questo portfolio racconta un aspetto credo molto interessante della Baja California, Mexico; oltre alle foto, trovate qui di seguito:

- il breve testo introduttivo
- un racconto  ragionato di come il portfolio è nato
- le texte d'introduction en française + introductory text in English
- il testo critico di Attilio LAURIA

.                                                        IL RAPIDO CONFINE

.                                               (i coyote non colorano il deserto)

Tijuana-La Paz: 1.600 chilometri di Baja California. Una sola strada, centinaia e centinaia di croci, tombe, lapidi, cappelle colorate, fantasiose, addobbate, come se la morte fosse... una festa!

Sole tropicale. Luci e ombre in fortissimo contrasto. Un confine netto e improvviso tra luce e ombra, tra velocità e immobilità, tra vita e morte.

Tutti sfrecciano velocissimi, ben oltre il limite, anche i mastodontici camion… e allora le croci diventano inutili, le croci aspettano altre croci.

Sento dire spesso che siamo una specie molto intelligente. Dicono che siamo superiori agli animali perché abbiamo le religioni… gli stupidi coyote non le hanno…

______________

Eccomi di nuovo in Baja California, stavolta con l’intenzione di trovare, osservare e fotografare gli animali del deserto. Conosco già la Baja Sur e ho già idea di dove recarmi.

Ma il luogo mi riserva ben altro:inizio fin da sùbito ad essere incuriosito dalle tracce dei numerosissimi incidenti stradali avvenuti sull'unica strada asfaltata che percorre tutta la penisola, ma quando vedo quel fantoccino appeso al cartello di “curva pericolosa” mi arriva perentorio l’ordine di cambiare lo scopo fotografico del mio viaggio.

Da tempo ho imparato che in questo Universo tutto comunica con tutto: cose, animali, ed esseri umani sono tutti in comunicazione. Ma noi esseri umani siamo gli unici a poter avere Coscienza di questa comunicazione… cioè alcune persone ce l’hanno e ho il dono di essere tra queste.

Le prime volte che mi era accaduto credevo di essere un po' matto: a volte infatti mi sentivo chiamare dal Monte Pisano negli anni che l’ho girato e rigirato per scoprirne i paesaggi e gli abitanti naturali, ma non avevo il coraggio di dirlo che un Monte mi chiamava! Poi durante un workshop ecco che Denis Curti dice che ad alcuni fotografi poteva succedere di comunicare anche coi luoghi. Mi sono sentito "liberato"!

Solo dopo molti anni, incontrando e sperimentando la psicologia dinamica, ho capito come e perché questo avviene.

Brevemente: come tutto ciò che esiste noi siamo fatti di Energia. L'energia è vibrazione e anche la materia è energia. Essendo in vibrazione emettiamo onde.
Le più note sono le onde elettromagnetiche, ma come DIMOSTRA la Legge di Risonaza, ogni onda, ogni radiazione, interagisce con le altre innumerevoli radiazioni presenti dentro e intorno a noi, attirando soprattutto quelle simili. QUESTA é SCIENZA, scienza già ampiamente confermata, tutto ciò è dimostrato.
Se poi volete arrivare fino alla Spiritualità io sono con voi, ma possiamo anche attenerci alla fisica.

Quindi noi emettiamo onde e attiriamo ciò che emettiamo, ecco spiegato perché ci è capitato di pensare e dire: "Porca miseria, Tizio è sempre fortunato! Le buone occasioni per fare ottime foto capitano sempre a lui" ... ma non è fortuna, è risonanza, è affinità, è l'emozione che attira la realtà. Di solito lo facciamo inconsciamente, ma se coscientemente sappiamo come si fa allora l'attrazione può essere indirizzata.

...e Si-PUO'-FARE! Considerate che io ho realizzato per questa Legge almeno cinque delle mie fotografie di maggior successo! E questo lo dimostro nei miei "Incontri/workshop" (pubblicità: chi vuole seguirli mi contatti).

Fatto sta che noi comunichiamo costantemente con tutto ciò che esiste, e anche i luoghi hanno una loro "personalità" perché hanno una loro specifica emanazione vibrazionale, e possono così comunicare con noi.

Eccomi quindi qui con la Baja e le sue "animitas" che mi stanno chiamando. Io sono allenato ad ascoltare e quindi eccomi pronto a rispondere "presente"!
Invito tutte e tutti voi ad essere altrettanto pronte/i ad ascoltare ciò che l'Universo vi dice.
Per chi lo sa fare è una grande risorsa per la vita. E ANCHE COME FOTOGRAFI può essere molto utile. E si può imparare.

Pensate bene che avevo già percorso quelle stesse strade altre volte, senza però vedere e sentire niente di tutto ciò che invece ora mi colpiva profondamente.

Uno dei segnali più facili da cogliere è l’emozione, che tutte noi, persone, sappiamo naturalmente percepire. Il Mondo (o se volete il Sé Superiore) ci contatta con le emozioni. Spesso le subiamo ma possiamo imparare a leggerle e gestirle… e ora quel fantoccino appeso mi aveva “chiamato” e  mi stava dando una forte emozione, un bel pugno nello stomaco, non potevo ignorarlo…

Così per dieci giorni non ho fatto altro che seguirla questa emozione. Purtroppo i segni non mancavano certo: centinaia e centinaia di incidenti mortali ricordati e segnati con le più banali o le più stravaganti “animitas”, cioè i ricordi lasciati da parenti e amici delle vittime sul luogo degli incidenti. Che oltretutto dicono molto sul popolo messicano.

È stata in un primo momento la banale difficoltà a rendere in fotografia il netto contrasto tra sole e ombra a farmi considerare questo confine, ma ben presto mi è sovvenuta forte la similitudine con la vita e la morte. Anche se a me non piace l’idea di associare l’ombra e il buio alla morte, tuttavia è un simbolismo quasi innato nell’Homo e quindi l’ho usato perché comunicativamente efficace.

Infine mi son ricordato che ero andato a cercare coyote: non ne ho visti, ma non ho nemmeno visto le loro tracce nel deserto.
Non ho visto neppure esseri umani nel deserto ma solo mezzi in transito a velocità sostenuta, quasi macchine senza cervello e senza guida; ma degli umani era invece straripante la coloratissima presenza di ricordi di morti violente.

Ricordi di morte fortemente intrisi di religiosità. Una religiosità però totalmente incapace di prevenire altre morti, totalmente incapace di prevenire altri inutili e strazianti lutti.

È proprio vero: esistono gli animali ma le uniche vere BESTIE siamo solo noi umani. Bestie stupide e feroci verso gli altri esseri di questo pianeta e verso noi stesse. Nonostante le religioni che, come noi umani, sono immature e spesso feroci.


LE PASSAGE RAPIDE
(les coyotes ne donnent pas de couleurs au desert)

Tijuana-La Paz: 1.600 kilomètres de Baja California. Une seule route, des centaines de croix, de fleurs, de chapelles, de plaques. Colorées, décorés, plein de fantaisie, ornées comme si la mort était...une fête!

Soleil tropical. Lumières et ombres en contraste violent. Une limite subit et brutale entre vitesse et immobilité, entre la vie et la mort.

Tous roulent à vive allure, bien au-delà des limites, même les énormes camions ...et les croix deviennent inutiles...les croix attendent d'autres croix.

J'entends souvent  dire que nous sommes une espèce très intelligente... on dit que nous sommes supérieurs aux animaux parce que nous avons les religions... les pauvres coyotes n’ont pas de religions.


THE QUICK BORDER
(coyotes do not color the desert)

Tijuana-La Paz: 1,600 kilometers of Baja California. One road, hundreds and hundreds of crosses, tombs, tombstones, colorful, fanciful, decorated chapels, as if death were ... a party!

Tropical sun. Lights and shadows in strong contrast. A sharp and sudden border. Between light and shadow, between speed and immobility, between life and death.

Everyone speed very fast, exceeding the speed limit, even the huge trucks ... and then the crosses become useless, the crosses wait for other crosses.

I often hear that we are a very intelligent species. They say we are superior to animals because we have religions ... stupid coyotes don't have religions ...


Testo critico di Attilio Lauria

Giunti all’ultima croce rispolverate il Seneca delle “Epistole morali a Lucilio”, provate ad interpretarlo in senso inverso, ed ecco una prima chiave di lettura di questa storia di coyote & confini: “Perché ti stupisci, se i lunghi viaggi non ti servono, dal momento che porti in giro te stesso?”. Ovvero, se c’è chi pratica il viaggio come evasione, per fuggire da se stesso almeno un po’, per Carlo Delli è una preziosa opportunità di riflessione dalla distanza di nuovi stimoli, che affida alla fotografia il compito di fissare gli spunti di un’erranza interiore. Da prolungamento genetico che identifica lo stereotipo stesso del turista, la macchina fotografica diviene così il medium di una percezione meditativa, rendendo immediatamente visibile un percorso culturale, diverso a seconda che si veda ciò che già si conosce, o ci si ponga dialetticamente con quanto ci circonda.

Un approccio che al di là del valore linguistico o formale, rende la fotografia comunque un pretesto: in questo caso, per indagare il nostro rapporto con la morte. In particolare, con la sua forma improvvisa e violenta: soggetti di questa serie di foto sono infatti le edicole funerarie della “mala morte”, quella per incidente, che simili a pietre miliari punteggiano le strade messicane, come questa percorsa da Carlo Delli per 1.600 chilometri fra Tijuana e La Paz. Una delle strade della vacanza dove la morte non va in vacanza, sebbene sia “strano / poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano”, proprio lì e proprio quel giorno, come in quella canzone generazionale che Carlo cita nelle immagini della strada che corre “lunga e diritta”1.

Coloratissime e zeppe di oggetti, in bilico fra sacro e profano, sono così tragicamente onnipresenti da disegnare una mappa alternativa del territorio attraverso cui ci si potrebbe persino orientare: l’incrocio 200mt dopo l’animitas di Juan, il motel di fronte l’animitas col sombrero e così via. Già, perché è questo il nome con cui i piccoli tempietti sono conosciuti in tutto il Sudamerica, “animitas”, piccole anime, una definizione che racchiude già tutta la distanza con la nostra cultura occidentale. Che è poi l’oggetto della riflessione di Carlo, che trova espressione in una fotografia relazionale dalla forte connotazione umanista.

Definita impietosamente “liquida”2, preoccupata di inseguire modelli effimeri come l’ossessione estetica di una gioventù ad oltranza, la società contemporanea occidentale ha reso il tema della morte un tabù di cui è difficile parlare, improntando il senso del vivere a quel medesimo mantra fotografico dell’hic et nunc. Una società per molti versi analgesica, che in questo grande rimosso sembra somigliare al palazzo eretto dal padre per Gautama Buddha, luogo dal quale era bandito ogni segno di sofferenza o di corruzione del corpo, e che fa scrivere ironicamente a Baudrillard che “al giorno d’oggi non è normale essere morti (…). Essere morti è un’anomalia impensabile, rispetto alla quale tutte le altre sono inoffensive. La morte è una delinquenza, una devianza incurabile”3.

Di un diverso rapporto con la morte, decisamente più sereno, ci parlano invece le animitas ritratte da Carlo, espressione di quella capacità di conciliazione della vita e la morte della cultura messicana, che da sempre affascina studiosi e intellettuali. Un rapporto che molto deve anche all’arte, la cui insistita allegoria della morte ha contribuito a renderne viva e familiare la presenza, favorendo quel dialogo sociale rappresentato dagli oggetti che affollano le animitas.

Fiori, candele e fotografie, com’è uso aspettarsi, ma anche quei più disparati oggetti colti dalle visioni laterali di Carlo, dei quali è pressoché impossibile tentare una decodifica: se alcuni sono legati alla vicenda tragica che ricordano, da una targa a un parabrezza frantumato, altri esprimono la volontà di tenere viva la relazione con il defunto. Feticci, che per questa loro funzione ricordano i “linking objects”4 di Vamik Volkan, ai quali spesso si mescolano dei veri e propri ex-voto, rivelando la natura complessa di questi cenotafi: sebbene le spoglie delle “vittime del destino” siano sepolte lontano, nei cimiteri, la pietas popolare vuole che le anime si aggirino ancora nei luoghi in cui hanno perso la vita. Ecco perché talvolta diventano luoghi di venerazione popolare, assumendo un’ulteriore funzione apotropaica.

Ma indipendentemente dal senso antropologico c’è comunque una dimensione estetica delle animitas, che pur risultando da un aggregato di funzioni diverse, non corrisponde al semplice stratificarsi del contributo parziale di ciascuna. Ed è quanto sottolineato dal lavoro di Carlo Delli, che nella serialità della raccolta tematica ne enfatizza la dimensione installativa, conferendole il senso di un’opera collettiva a cielo aperto ispirata al perdurare della traccia. C’è infatti una relazione metaforica fra la durabilità degli oggetti raccolti nelle animitas, la cui natura è fondamentalmente quella del memoriale, e la labilità della memoria stessa: come quegli oggetti, che esposti alle intemperie sono destinati a disfarsi in un tempo limitato, cosa rimane di noi e della nostra identità dopo la morte? Nel tempo, che agisce su di noi con le medesime dinamiche di quelle intemperie, i ricordi e i volti stessi delle persone diventano tracce dai contorni sempre più sfocati, affidando a noi il dovere della testimonianza: “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”5, scrive un’altra sudamericana, che in memoria della figlia ha eretto un libro a monumento.

E a giudicare dalla proliferazione anche alle nostre latitudini di cimiteri stradali diffusi, se non una confidenza con la morte, è la necessarietà della memoria, il post mortem, a ricongiungere le due culture: la nostra Spoon River è certamente meno colorata e imprevedibile, ma anche qui gli oggetti raccontano delle passioni e degli affetti delle persone defunte, chiamando a raccolta la comunità di quanti restano nel tentativo di allontanare l’oblio.

Dunque “Il rapido confine” si propone come una riflessione antropologica su come ciascuna società plasmi le proprie forme simboliche, e insieme filosofica sulle declinazioni del concetto di confine, coniugandosi con una ricerca estetica che passa per quelle visioni oblique che consentono a Delli di sfuggire da una frontalità documentaria. Senza mancare di affidarci un’amara notazione personale: al di là di ogni declinazione, intorno a questi moniti si continua incuranti a sfrecciare. Dev’essere proprio vero, i coyote non colorano il deserto!

Attilio Lauria, dicembre 2018

Francesco Guccini, “Canzone per un’amica”, 1967

Zygmunt Bauman, “Modernità liquida”, 1999

Concetto ripreso recentemente anche dall’Arcivescovo Vincenzo Paglia, che in un’intervista di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera del 4 dicembre 2018 riconosce che: “La morte è uno scandalo. Una domanda che cerchiamo di nascondere. Non vogliamo pensarci, tanto che ci auguriamo di morire all’improvviso, nel sonno, senza prepararci. Anche nella predicazione cristiana si assiste a un occultamento delle cose ultime. Non affrontiamo il tema, o lo facciamo con parole incomprensibili, un gergo clericale scontato e superficiale che non parla più né alla mente né al cuore.”

Vamik Volkan, “Oggetti di collegamento”, 1972

Isabel Allende, “Paula”, 1995

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Marzo 2020 10:14
 
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