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2018

ottobre Tra le mie varie conferenze segnalo una PRIMA assoluta: "FOTOGRAFIA e SPIRITUALITA' - Fotografare in comunione con l'Universo" a Campi Bisenzio

ottobre Mostre "San Rossore" e la novità "IL RAPIDO CONFINE" nel bellissimo Chiostro di Cennano, a Montevarchi

settembre Mostra NEW MAYIM nell'ambito di FotoincontriOFF a Bibbiena

maggio Dopo due anni sabbatici: Collettiva nella Galleria milanese QUINTOCORTILE, dal titolo Figurativastrattivo nell'ambiìto del FOTOFESTIVAL, con l'opera unica "Ordinary wonder".

aprile 4° incontro di "Carlo Delli . CREATIVE LIFE" a Marina di Carrara organizzzato dal Circolo Fotografico Apuano

aprile Conferenza per la chiusura del Corso di Fotografia di Roberto Evangelisti al CRDU dell'Università di Pisa

marzo Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica" a Calci organizzata da IL GRUPPO

febbraio Collettiva d'Arte  "Più di trenta" , Studio Gennai, Pisa.

febbraio Conferenza "Ricerca, reportage, street photography o foto singola...in pratica", presso il Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga SV

2017

giugno Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

giugno Interessante e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani presso il Gruppo fotografico IDEA VISIVA

maggio Sono relatore alla Gionata di Studio "Piante e animali" alla Facoltà di Agraria di Pisa

aprile Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

marzo Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

febbraio 100° conferenza!!!  Presso il Circolo FotoCineGarfagnana, a Castelnuovo Garfagnana, "INCONTRO CON l'AUTORE-CARLO DELLI"

a gennaio è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: sono relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza.

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelsea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Dal 17 aprile fino al 18 maggio 2010 mostra personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

NOTE CENTRALI… A MARGINE DI UN CONCORSO FOTOGRAFICO

RAPPORTO tra IMMAGINI e TESTI
IL SIGNIFICATO PERDUTO (della FOTOGRAFIA e della VITA)


Parte prima: RAPPORTO tra IMMAGINI e TESTI
È già stato detto tanto sul rapporto tra fotografie, o immagini derivanti da fotografie (immagini fotoprodotte), e il testo che le può accompagnare, dal solo titolo a una lunga presentazione. Per me la questione è semplice e chiara, eppure mi imbatto spesso in pareri estremamente discordanti.L’opinione base che condivido è che qualsiasi opera ha il diritto di essere compresa nel modo più ampio possibile con qualsiasi mezzo capace di aumentare la comunicazione.

Partirei per una volta dal caso più estremo: è l’Autore stesso che non vuol farsi capire.
.   Intanto se l’Autore pretende di non farci capire NIENTE dell’opera stessa, come ho sentito dire, ebbene non ha capito nulla di come funziona il mondo e di come funziona la mente umana. Non ci riuscirà mai, perché le opere hanno una vita propria, in gran parte autonoma dal loro creatore. Quello che lui può fare è un’altra cosa, ma molto diversa: può solo sperare di non farci capire cosa significa quell’opera SECONDO LUI, e può farlo non scrivendo niente o dandoci addirittura delle notizie false.
.   Ma l’opera interagisce comunque per conto proprio con chi la osserva. L’OPERA SE NE FREGA DEL SUO AUTORE, ha oggettivamente dentro di sé una carica di informazioni e significati autonomi, che possono ovviamente sovrapporsi all’intenzione dell’Autore, ma che possono anche facilmente SFUGGIRE all’Autore stesso. Non è raro il caso in cui il lettore vede più cose, nella foto o nell’immagine in esame, dell’Autore stesso.
.   Ogni opera dell’ingegno umano, appena viene REALIZZATA, sfugge al suo creatore, “cambia Mondo”, fattivamente. Esce dal mondo delle idee, dei sentimenti, dei pensieri umani (il Secondo Mondo popperiano) ed entra in un “altro Mondo”, quello delle realizzazioni dell’ingegno umano (il Terzo Mondo), dove le cose ma anche i concetti, le storie, le formule e le teorie, appena scritte abbandonano l’Autore e hanno vita autonoma. I due mondi sono in stretta connessione tra loro, ma il terzo mondo è ampiamente autonomo dal secondo.
.   Questo accade per TUTTE le realizzazioni umane, ma in fotografia ciò VIENE AMPLIATO, perché nella fotografia si aggiunge all’intenzione dell’Autore quello che Franco Vaccari (con espressione propriamente errata ma in pratica efficacissima) chiama “inconscio tecnologico”: quell’automatismo capace di andare ben oltre le intenzioni e le attenzioni umane!

Se il caso invece non è così estremo, l’Autore metterà un titolo o un testo. A questo punto è importante quale idea esprime la fotografia o l’immagine fotoprodotta.
.   Nel caso che sia un’idea prevalentemente documentativa, oppure un’idea narrativa nella quale la parte documentativa ha molta importanza, è logico e corretto mettere le due classiche informazioni: “dove” e “quando”. Se ne può aggiungere una terza, “cosa”, solo se si pensa che il significante della fotografia possa sfuggire a molti o non sia di immediata comprensione - ad esempio in quelle fotografie creative dove la parte documentaria rimane comunque importante. Sono d’accordo con chi raccomanda di non suggerire le proprie emozioni con titoli strappalacrime o mirabolanti.
.   Comunque sia se l'idea è documentativa il titolo è importante. Voglio riportare qui un aneddoto, anche per ricordare Sergio Magni, il primo che mi ha insegnato (anche se lui non voleva che si usasse questo verbo) a leggere e valutare fotografie. Ci raccontò che durante un concorso un giurato, chiaramente di estrema sinistra, promosse con veemenza la fotografia di un poliziotto che con un manganello fronteggiava un corteo di manifestanti, e tanto fece che riuscì a portarla a premio; ma ecco la sorpresa perché il titolo “Poliziotto, un lavoro difficile”, svelava che l’intenzione dell’Autore era completamente diversa dalla sua interpretazione!

Ripartiamo dal punto che l’opera abbia tutto il diritto di essere capita. Potremmo dire che se l’opera in generale, e la fotografia in particolare, è davvero autonoma, non è per niente importante quel che può dirci l’Autore. Qui nascono conflitti sull’importanza della comunicazione e gli estremisti di questa posizione  non vogliono sapere niente dell'opera: niente titoli, niente spiegazioni.
Hanno parzialmente ragione... ma perché, dico io, non avere ragione in pieno?! È di sicuro stimolante cercare di cogliere in un’immagine il senso che comunica A NOI, senza aiuti o condizionamenti. Ma è poi altrettanto interessante sapere cosa cercava di dirci l’Autore. È UN COMPLETAMENTO DELLA STORIA che quest’opera ha, perché mai rinunciarci? E poi è fuori dubbio che l’Autore ha con la sua creatura un rapporto privilegiato. In definitiva, come può non essere interessante conoscere la genesi di ciò che ci interessa?
.   Un punto fermo è questo: se titolo o testo non ci sono nessuno potrà leggerli, nemmeno chi avrebbe piacere di farlo, ma se invece titolo o testo ci sono, chi non vuole leggerli è comunque padrone di ignorarli!

E ora possiamo cominciare a divertirci... o ad arrabbiarci. Abbiamo visto una o una serie di fotografie o di immagini fotoprodotte, accompagnate da un titolo o un testo; ci siamo soffermati a guardarla, perché ci è istintivamente piaciuta, o magari perché non la capiamo, o anche perché ci pare troppo insulsa e banale. Sùbito dopo, leggendo titolo o testo, possono accadere grosso modo tre cose.
1) Il testo è in accordo con quello che avevamo pensato. Bene: possiamo riflettere sul significato dell’immagine e goderne pienamente il significante.
2) Il testo dice un’altra cosa da ciò che avevamo còlto. Però, riguardando le immagini, questo diverso significato che l’Autore presenta, ci pare sensato, appropriato, plausibile. Bene anche stavolta: siamo noi che avevamo ricevuto ed elaborato nella nostra mente informazioni diverse: prendiamo atto che l’opera dice ANCHE altre cose, e possiamo decidere quale sia il significato o i significati da accogliere.
3) Il testo è completamente staccato dall’opera, cioè nelle immagini si vede poco o niente di tutto ciò che l’Autore ne ha scritto. Qui il mio parere è fortemente negativo sull’Autore, perché non ha saputo rendere in immagini quel che ci ha detto a parole; o, peggio, cerca di condizionarmi.
.   Per il parere sull’opera in se stessa invece il discorso può essere diverso: se la mia valutazione era positiva rimane positiva, ma registro una disgiunzione col suo Autore.

Parte seconda: IL SIGNIFICATO PERDUTO (della FOTOGRAFIA e della VITA)

Detto questo ecco la nota a margine di un importante concorso cui ho partecipato come giurato. C’erano tre diverse giurie per tre diverse sezioni. Svolte le valutazioni per ogni sezione,  le tre giurie si riuniscono per trovare il miglior Autore assoluto.
.   A un certo punto viene mostrato un portfolio leggendone prima il lungo testo introduttivo. Mi è sùbito venuta in mente la Fiera M.I.A. 2016 dove, alla lettura del testo che accompagnava una delle fotografie che avevano vinto il premio della critica, sono rimasto allibito: nulla, ma proprio nulla dell’immagine, giustificava il testo. Io personalmente non mi arrabbio più, ho imparato che arrabbiarsi fa comunque male, ma resto però deluso e perplesso. Deluso filosoficamente perché sbalordito dalle insondabili oscurità della mente umana, deluso praticamente perché a pensar male si fa peccato… ma spesso ci si indovina.
.   Nel caso del concorso in questione non era proprio così, non c’era una disgiunzione assoluta tra fotografie e testo, ma il disagio esasperato denunciato nel testo nelle immagini si manifestava in maniera molto ma molto vaga.
.   L’aspetto per me inammissibile è la disgiunzione emozionale-informativa: nel testo venivano riportati fatti specifici agghiaccianti, intesi a colpire pesantemente la nostra parte emotiva. Le emozioni vengono recepite SEMPRE e SOLO dalla parte istintuale/emotiva della nostra mente (Sé Istintivo), che è la parte dominante, capace di determinare di norma oltre il 95% del nostro comportamento; la parte istintiva le trasmette poi alla nostra parte logica e cosciente che cerca di gestirle senza però sapere come le arrivano e, soprattutto, senza sapere l’enorme potere della parte inconscia.
.   Nel caso specifico di questo portfolio, delle lunghe, drammatiche e circostanziate informazioni date a parole, NIENTE RISULTAVA DALLE IMMAGINI. A mio parere questa disgiunzione netta è o incapacità dell’Autore di esprimersi con immagini, oppure, peggio, è un tentativo di “fregarmi”! Non ammetto che mi si emozioni tantissimo a parole con descrizione di fatti, in questo caso orribili, per poi non trovare niente di tutto questo nelle fotografie. In altre parole se avessi visto prima le fotografie, niente mi avrebbe fatto pensare a quelle circostanze così drammatiche riportate nel testo. E potevo con tutta sicurezza sfidare chiunque a trarre dalle fotografie le circostanze riportate a parole: nessuno ci sarebbe mai arrivato!
.   Uno dei giurati ha giustamente osservato che “le immagini non devono spiegare  esattamente tutto, è meglio se riescono a suggerire, ad evocare”. Sono d’accordo, d’accordissimo, con lui. E come non potrei esserlo, sono il primo a farlo sia con la poesia che con le mie fotografie di Natura creative... ma tutto ha un limite, ed è assurdo giustificare una separazione pressoché totale tra testo e immagine.

Ancor più interessante è stato il proseguo della discussione. Un altro giurato ha aggiunto: “...ma perché queste domande sulla comprensione e sul significato vengono sempre fatte per i portfolio e non te le fai per le foto singole...” continuando per un paio di minuti in un ragionamento inutile, dato che la premessa era completamente errata. La premessa da lui fatta, cioè che io non mi faccio domande sulla comprensione delle singole foto, è semplicemente falsa.
.   L'ho detto e la sua replica è stata preziosa, perché illuminante di una  condizione umana comunissima e per niente positiva: “Ma che significato possono mai avere due uccelli come quelli! Non c’è niente da capire!”. Tombola! Eccoci al problema fondamentale, vitale direi. Vediamolo.
.   Gli uccelli in questione erano sia una coppia di svassi che danzavano sull’acqua la loro parata nuziale, sia una coppia di gru della Manciuria anch’esse intente nella loro danza. Spettacoli davvero incredibili se non fossero… veri: andate sul serio a vedere queste danze d’amore e ditemi se non hanno nessun significato! Quelle fotografie poi avevano punto di ripresa, inquadratura, sfondi e luci meravigliose.
.   Le danze degli svassi e delle gru, ma anche il loro fantastico piumaggio, ci mostrano in tutto il suo splendore di cosa è capace il Creatore (a meno che pensiate siano un videogioco o che gli abbia fabbricati la Disney). In generale la fotografia di Natura è la fotografia che più ha a che fare col Creatore del tutto, se vi piace potete chiamarlo Dio, quello con la lettera maiuscola, anche se non amo questa parola, purtroppo svilita dalle religioni più diffuse. Dico di più: la fotografia di Natura è forse l’unica che abbia a che fare col vero Creatore, poiché rivela la sua opera diretta, mentre quando fotografiamo chiese, processioni, fedeli prostrati, allora noi non fotografiamo la Sua opera diretta, ma una cosa molto ma molto diversa: fotografiamo l’IDEA che l’uomo si è fatto di dio. Ma è un’idea quasi sempre foriera di divisioni e violenze… ad esempio ho qui scritto “uomo” intendendo proprio “maschio”, essendo le cosiddette “sacre scritture” un frutto maschile pieno di discriminazione, anche violenta, contro le donne.
.   Non mi dilungo, l’ho già fatto in altri scritti, sulla nobiltà e importanza assoluta della fotografia di Natura: la profondità e l’importanza del suo significato sono semplicemente insuperabili, e possono essere solo appaiati dagli altri generi di fotografia, compresi quelli che trattano la sofferenza umana. Infatti il significato dell’essenza e la presenza stessa della Vita precedono le vicende e le sofferenze umane, e quindi le trascendono tutte: il significato e la presenza della Vita sta su un piano precedente e quindi superiore alle problematiche che la vita ha di fatto in sé. Di più: è proprio a causa della non risoluzione di questo piano essenziale che derivano gran parte delle sofferenze umane, quelle che possiamo poi anche fotografare.

Come si può allora arrivare a dire, come ho sentito dire in quella e tante altre occasioni, che una foto di Natura non ha nessun significato? Per quali vie una persona per il resto molto intelligente può arrivare a dire questo?
.   Per molte vie credo. Conosco qualcosa della psicologia dinamica, e posso far presenti alcune possibilità. Tenete ben conto sia che estremizzerò i diversi tipi di personalità, sia che queste non si presentano uniche ma sono variamente sovrapposte nell’individuo.
.   Una prima via è quella della INSENSIBILITÀ VERSO I GRANDI SIGNIFICATI DELLA VITA presenti nella Creazione. Ci sono persone alle quali un bosco pieno di vita provoca disagio, persone alle quali un maestoso paesaggio di montagna non dice niente, persone alle quali un insetto colorato e innocuo fa solo schifo e/o paura. Per loro che il Creatore esista o no è lo stesso, tanto non ci pensano. Per loro che esista o no una Energia Creatrice con la quale possiamo interagire, è lo stesso, tanto credono che non sia possibile contattarla. Per loro la Creazione c’è per caso o è voluta esattamente così dal Creatore ma le due opzioni li lasciano indifferenti. Con queste persone possiamo fare poco, ognuno ha la sua cultura e le sue esperienze. Amen.
.   Un’altra via è quella di coloro che DISGIUNGONO LA FOTOGRAFIA DALLA VITA REALE personale. Per loro la fotografia è sì documento, narrazione, estetica, può essere anche emozione, ma in definitiva non ci può insegnare molto. È un bel momento ma che tutto questo resti lì, sulla superficie, e soprattutto che non le si permetta di incidere sui nostri pensieri e quindi sui nostri comportamenti. Magari per qualcuno di loro la fotografia è semplicemente una professione, un bellissimo lavoro da fare anche volentieri, ma finisce lì.
.   Una ulteriore via è quella di chi ESALTA SOLO IL DIFFICILE E IL NASCOSTO. È la deificazione della neotenìa, la tendenza ad esaltare la novità, anche a costo di promuovere delle banalità o addirittura delle negatività. Secondo questa visione tutto ciò che non conosco e non capisco, come tutto ciò che è “nuovo”, è automaticamente positivo e apprezzabile, mentre tutto ciò che conosco già è noioso, negativo e quindi da scartare e non considerare. Queste persone possono anche riconoscere una certa importanza alla fotografia di Natura, ma siccome il significato lo danno per scontato, allora SI COMPORTANO COME SE IL SIGNIFICATO NON CI FOSSE! Bruciano così la propria intelligenza sull’altare della novità ad ogni costo, del nascosto, del criptico, del sottinteso.
.   Poi c’è la via di coloro, moltissimi, che sono ATTRATTI SOLO dalla NEGATIVITÀ e dalla SOFFERENZA, e sottovalutano e non considerano il positivo e la gioia. È drammatico ma è così, non solo nei confronti della fotografia, ma per mille altre cose importantissime nella nostra vita personale e sociale. Ciò è ben spiegato dal funzionamento della nostra mente. In realtà molte cose nelle società umane vanno male proprio per questo atteggiamento: IL BENE ESISTENTE È PERCEPITO COME TRASCURABILE E QUINDI NON CONSIDERATO, anche se ha un grandissimo valore assoluto, e anche se è stato guadagnato con sacrifici anche immani dalle generazioni precedenti. Abbiamo dentro noi la maledizione di dover cercare qualcos’altro, anche se vale molto meno di ciò che già abbiamo, addirittura a costo di distruggere il bene esistente! Questa è una tragedia continuamente in atto. La storia umana viene completamente ignorata, ripetendosi in drammi, sempre diversi tra loro nei particolari contingenti, ma fondamentalmente sempre uguali a se stessi.

Non voglio qui dire che la foto degli svassi o delle gru doveva vincere il concorso, non è questo il punto, perché il punto generale che riguarda l’atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita è immensamente più importante. Mi dispiace solo vedere che, quasi sempre, chi giudica nei concorsi e nelle letture di portfolio scoraggia la partecipazione di chi ha un messaggio positivo e gioioso da dare.
Non per niente in Italia abbiamo i più grandi fotografi di Natura del mondo, ma nessuno di loro pensa  minimamente di partecipare a una lettura di portfolio dove ci sia da fare una classifica, e sappiamo bene perché.

Comunque sia, a dispetto di tutto, la fotografia non può essere disgiunta dalla vita, è impossibile. E anche per questo, oltre a tutte le molteplici funzioni che volete o non volete darle, la fotografia può esserci di grande aiuto nel compito più importante del nostro esistere: dare un senso positivo alla nostra vita, ed esprimere e condividere idee sulla vita umana. Niente di meno… se si tratta di vera fotografia!!


carlodelli 2016/2018

 
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