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giugno 2017 Nella splendida cornice della Certosa di Calci sono relatore al workshop "Fotografare il comportamento animale"

Interessantissima e proficua presentazione del mio libro "... nelle nostre ossa" presso la Coop di Porta a Mare a Pisa!!

maggio 2017 Serata di Creative Life a Campi Bisenzio, su invito del grande Giorgio Tani

Aprile 2017 Con grande piacere sono stato invitato a Firenze dal fotoclub IL CUPOLONE per una serata su fotografia e poesia.

Marzo 2017 Davvero molto interessante il convegno su Astrattismo e Natura a Palazzo Vitelli a Pisa, che mi ha visto tra i relatori.

Gennaio 2017: è uscito il mio Ebook, che è anche un AUDIOLIBRO, "...sulle nostre ossa", che racconta una breve ma intensa storia in liriche e fotografie. Lo trovate su www.intrecciedizioni.it o su Ibook dell'Apple Store.

11 novembre 2016: I° incontro Carlo Delli . creative life , Pisa, via Valgimigli 1

22 aprile 2016: relatore all'incontro-dibattito su "Etica e atto fotografico oggi" alla Scuola Superiore S.Anna di Pisa.

Marzo 2016: la mia opera "La Terra non ci guarderà mai", appositamente creata per il tema "Il cinema e lo sguardo degli altri" è esposta al MAM - Museo Arte Moderna - di Cosenza. Potete vederla sullla mia pagina fan di feisbuk: "Carlo Delli . creative life": iscrivetevi!!

Dal 26 settembre al 18 ottobre 2015 ho esposto un dittico di Fotografie e FotoScultuRes al Museo di Arte Contemporanea Carà di Muggia-Trieste.

New York !!! Dal 21 maggio al 3 giugno 2015 esposizione di fotografie e fotosculture della serie "Mari" nella bella ONISHI Gallery nel quartiere artistico di Manhattan, Chelesea, comprese nella mostra "The vibrancy of being human".

Aprile 2015: impegnativo SOLO STAND alla Fiera M.I.A. , Milan Image Art, insieme alla Galleria Spaziofarini6 di Milano.

Aprile 2014: emozionante mostra personale nella Galleria 10.2! International Research Contemporary Art di Milano, curata da Gigliola Foschi, con le fotografie de I racconti di Mayim e il Video IO sono molto più di mayim n°1.

Dal 21 dicembre 2013 al 30 marzo 2014 la mia mostra "Dell'acqua e della luce" nelle due grandi sale del secondo piano di Palazzo Lanfranchi a Pisa. 24 fotografie in grande formato tra cui le 10 inedite di "IN UTERO".

Nell'agosto 2013 una mia opera e un mio testo poetico alla collettiva Luci e ombre - Tornare @ Itaca a Grimaldi, in Calabria. La mostra è replicata a Milano in novembre-dicembre.

Nel giugno 2013 ho partecipato alla collettiva "Natura permanente e la Cura - l'acqua, l'aria" a Palazzo Pirola a Gorgonzola, con testi di Eleonora Fiorani, con le opere Mare n°3 e Mare-fuori serie n°1.

Nel maggio 2013 sono stato presente alla collettiva "Shop_Les jeux d'amour" nella Galleria OSTRAKON di Milano, con un'opera di FotoSculptuRes in vetro, fotografia, legno e resina, della serie "Nell'ora che mi conosci".

Novembre 2012: per la seconda volta sono all'evento "ARTISTA DI LIBRO" alla Galleria 10.2! di Milano con l'opera "...sulle nostre e sulle vostre ossa".

Il 24 maggio 2012 ho presentato il mio libro d'arte "Trattato sull'apparizione delle lettere e delle immagini" nella galleria DIE MAUER a Prato, insieme al prof. Massimo Mussini.

Aprile-agosto 2012: due mie opere della serie "I racconti di Majim" - in formato 66x100cm sotto plexiglass - alla mostra "Acqua è energia" all'Acquario Civico di Milano nell'ambito di PhotoFestival 2012.

L'evento-mostra ARTISTA di LIBRO mi ha visto tra gli 8 partecipanti alla Galleria 10.2! di Milano. Il vernissage, sabato 8 ottobre 2011, è stato molto positivo!

Il 10 giugno 2011 ho presentato all'SMS di Pisa il mio libro fotografico NATURA di S.ROSSORE-CREAZIONI. Tanta gente, tanti fotografi, tanti amici! davvero una serata emozionante, grazie a tutti!

Nel maggio 2011 è stata aperta nella sede milanese della Galleria 10.2! International Research Contemporary Art la mia mostra "Fotocreature DigOut", curata da Lorella Giudici e Denis Curti.

Febbraio 2011: ho partecipato alla Fiera d'Arte AFFORDABLE ART FAIR - MILANO www.affordableartfair.com come artista della Galleria milanese 10.2! International Research Contemporary Art !! www.diecipuntodue.it

Il 29 gennaio 2011 si è tenuto l'evento CARLODELLI - POESIA, FOTOGRAFIA e IMMAGINE nell'Aula Magna del S.Anna a Pisa, con Bob Evangelisti, Athos Bigongiali e Pierantonio Pardi

Una mia opera è stata presente all'evento "TUTTO IN UNA SCATOLA... D'ARTISTA" nella Biblioteca di Filosofia e Storia, a Pisa, dal 2/10 fino al 31/12/2010

Nel luglio e agosto 2010 si è tenuta la mostra I racconti di Majim e altre storie nei grandi spazi dello STUDIO GENNAI di PISA.

Dal 14 al 27 maggio 2010 ho tenuto la mostra FOTOCREATURE-INSIDER EXPOSITION nel bellissimo spazio dello Studio d'Arte Pucci a Pietrasanta.

Da SABATO 17 APRILE fino al 18 maggio 2010 ho avuto la personale "MAJIM-Fotocreature" all'SMS in San Michele degli Scalzi a PISA, nell'ambito de "IL FUTURO DELL'ACQUA".

12/2009 La FIAP mi ha conferito la sua massima onereficenza: MAESTRO FIAP.

11/2009 E' nato il "TRATTATO sull'APPARIZIONE delle IMMAGINI e delle LETTERE", una edizione speciale in due tirature limitate del mio ultimo libro di poesie.

11/2009 Col progetto FOTOCREATURE DIG-OUT sono uno dei 24 finalisti del XIII Premio Internazionale MASSENZIO ARTE a ROMA. (vedi www.massenzioarte.it).

07/2009 E' terminata il 23 luglio una mia mostra nel bellissimo ambiente SPAZIO81-MORE a Milano. Si può vedere nella sez. MOSTRA MILANO 2009 nel mio sito principale (www.fotocreature.com)

07/2009 Ho realizzato una foto per la copertina del disco "Sorry but I feel so bad" del gruppo rock "The Blacklies": vedere su www.theblacklies.com.

15 maggio 2009: sono stato presente al Circolo fotografico LE GRU di Valverde (Catania) alla inaugurazione di una mia mostra con un interessante dibattito. Grazie agli amici siciliani!!

11/2008 Un mio ritratto in b/n del poeta Alberto Caramella è sulla copertina del doppio CD "Il soggetto è il mare" con musiche di Gianmario Liuni e testi di Alberto Caramella

Fotografie e immagini fotoprodotte: leggerle o giudicarle?

Sùbito dopo aver tenuto l’introduzione di una mostra di macrofotografia naturalistica un amico mi ha fatto notare che avevo usato l’espressione “giudicare le fotografie” con la quale lui non era d’accordo: “le fotografie non si giudicano, si leggono” mi ha detto. Lipperlì gli ho dato ragione.... ma è proprio così?

Ripensandoci bene la risposta mi è chiarissima: è vero, le fotografie si leggono, ma prima di leggerle noi le giudichiamo sempre! e vi espongo il perché. Noterete in questo scritto delle ripetizioni ma preferisco apparire stilisticamente imperfetto trattando di argomenti molto difficili da accogliere perché vanno contro le nostre credenze abituali; credenze che pur carenti o sbagliate sono difficilissime da cambiare soprattutto, in questo caso, per coloro che hanno studiato e abitualmente praticano molto la lettura dell’immagine.

Sono stati da poco pubblicati altri due studi scientifici per ribadire che nell’istante in cui noi vediamo qualcosa di nuovo diamo inconsciamente un giudizio: pericoloso/innocuo, simpatico/antipatico, mi piace/non mi piace. In meno di 100 millisecondi! quella parte del nostro inconscio che chiamerò da ora "Sé Istintivo", classifica inesorabilmente ogni cosa, animale, persona o situazione che incontra: questo giudizio è un “obbligo evoluzionistico” necessario per sopravvivere, non possiamo assolutamente non averlo! Quindi il perché giudichiamo le fotografie è semplicissimo: noi in realtà “giudichiamo” sempre TUTTO ciò che di nuovo si para davanti ai nostri occhi. Soltanto DOPO, di lì a circa 4 decimi di secondo, ne prendiamo coscienza, e quindi soltanto DOPO ne possiamo fare una valutazione cosciente
Quindi anche davanti a una fotografia, inevitabilmente, prima la giudichiamo inconsciamente, e DOPO la possiamo lèggere, ma con un giudizio inconscio già formato.

Perdonatemi se su questo punto sono categorico: nessuno di voi può dire <<Io no, a me questo non accade>>, forse potrebbe essere vero se siete di origine extra-terrestre, ma se siete un essere umano vi accade per forza. Se dite così semplicemente non conoscete le normali dinamiche mentali dell'Homo sapiens e quindi nemmeno le vostre, ma non è una gran colpa perché nessuno ce le insegna minimamente. Una fotografia prima la giudichiamo con la mente inconscia e DOPO la possiamo lèggere ma, lo ripeto perchè fondamentale, con un giudizio inconscio già formato. Quindi certo che LEGGIAMO la fotografia, la leggiamo col nostro Io Cosciente, con la nostra razionalità, ma prima la si è sempre e comunque GIUDICATA col Sé Istintivo: quanti di noi sanno che questo giudizio c’è sempre ed ha un peso importante??

Qualcuno preferirà il termine “valutare” al posto di giudicare. Ebbene lo preferisco anch’io. Tuttavia parlando di mente istintuale i ricercatori usano proprio il termine “giudizio” perché tale è, il Sé Istintivo NON SA valutare, sa solo giudicare. Inoltre questo scritto è rivolto in particolare – anche se non solo – a chi fa il “giudice” nei concorsi di ogni tipo, incluse quelle letture di portfolio dove alla fine alcuni lavori vanno premiati o segnalati.

Sappiamo bene che ogni persona ha una parte cosciente e senziente, un “Io Cosciente” considerato la parte più importante di noi stessi, capace di riflettere e ragionare, ma sappiamo anche che ognuno ha una parte inconscia e istintiva; questa parte di noi sa pensare, è il gestore esclusivo delle nostre emozioni, è sempre padrona dei muscoli involontari, può agire anche su quelli volontari e fa un sacco di altre cose. È fondamentale sottolineare che il nostro inconscio ha una sua vera e propria “mente” che pensa, anche se lo fa con parametri e metodi molto diversi da quelli coscienti e che in parte è possibile capire.

Attenzione, questa non è una questione astratta o ipotetica ma una cosa certa di cui vediamo gli effetti ogni giorno. Quante persone fumano sapendo con certezza che fa malissimo! E quante volte abbiamo detto o sentito dire “non ero io” o “è più forte di me!”. Già, ma “CHI” è più forte di noi? Ebbene è il Sé Istintivo. Vi ricordate la testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale di calcio del 2006? Ecco un esempio eclatante di come la mente istintuale possa prendere il sopravvento su quella cosciente e razionale! Sì perché il nostro Sé Istintivo è normalmente molto ma molto più forte del nostro Io Cosciente.

Chi conosce bene l’argomento può saltare al prossimo capoverso, se no sarebbe bene trovare il tempo di lèggere l’estensione “Presenza del Sé Istintivo”, importante non tanto per le fotografie ma soprattutto per vivere davvero meglio. In breve: conosco persone che hanno a che fare con sonnambuli i quali aprono porte, scendono e salgono le scale, fanno le cose più svariate, poi tornano a letto e non si ricordano niente; ho dormito con persone che parlano nel sonno: facendo domande loro mi rispondevano con cognizione di causa (divertente ma anche rischioso!) ma poi non ricordavano nulla! Chi fa muovere perfettamente il corpo del sonnambulo e chi risponde alle mie domande se l’Io Cosciente è assente perché dorme? Costui è il Sé Istintivo. Sapete bene com’è difficile se non impossibile evitare di notte i brutti pensieri per situazioni spiacevoli e dolorose: è perché nel dormiveglia gli emisferi cerebrali sono molto più connessi e quindi la mente istintuale, che si serve dell’emisfero destro, è più presente. Ho visto all’opera un rabdomante e mi ha detto che i suoi muscoli si muovono da soli: è il suo istinto che quando sente l’acqua riesce a muoverli. E quante volte mi è capitato di accorgermi in auto di aver fatto chilometri con la mente distratta e pensare “accidenti, ma chi ha guidato per tutta questa strada?”: ha guidato il Sé Istintivo. Vi svegliate la mattina con un motivetto in testa che torna e ritorna? È sempre lui. I pubblicitari lo sanno bene, per questo spesso vediamo delle pubblicità che a pensarci sembrano stupide: mirano all’inconscio, se convincono lui ci hanno fregato (e ci riescono spesso!), ad esempio i prezzi: la maggior parte finiscono con un centesimo in meno, non 100 euro ma 99,99: se ci pensiamo bene ci sentiamo presi in giro eppure funziona, veniamo ingannati, il Sé Istintivo è come un animaletto e abbocca, quel centesimo in meno lo frega, è lui che quasi sempre comanda su di noi. Tanti metodi di apprendimento contano sulla ripetizione per tre settimane: è il tempo di cui ha bisogno il Sé Istintivo per imparare e badate bene che imparare significa far passare conoscenze dal livello cosciente a quello inconscio! Per lo stesso motivo sapete benissimo anche voi quanto sia difficile cambiare abitudini: le abitudini sono proprie dell’istinto e Lui cerca sempre di non cambiare. Per questo è difficile cambiare il modo di vedere e di operare, soprattutto per quello che mettiamo spesso in pratica e conosciamo bene: non sappiamo aprire la mente cosciente, quella istintuale abitudinaria ce la tiene chiusa!

Noi siamo la somma del nostro Sé Istintivo e del nostro Io Cosciente, (in realtà c’è anche il Sé Mentale che qui ignoriamo) ma attenzione: tra i due è la mente istintuale che ha quasi sempre un peso maggiore e determina gran parte dei nostri comportamenti, dei nostri gusti, delle nostre idee e delle nostre azioni, soprattutto se non lo conosciamo.
Noi vediamo per la prima volta una fotografia, e vi dico cosa ci succede con le parole di Daniel Goleman, psicologo e ricercatore: “... nei primi millisecondi di percezione di un oggetto non solo comprendiamo in modo inconscio cosa sia ma decidiamo anche se ci piace o no; l’inconscio cognitivo presenta dopo alla nostra consapevolezza non solo l’identità di ciò che vediamo ma anche un vero e proprio GIUDIZIO su di esso. Le nostre emozioni dunque hanno una mente che si occupa di loro e che può avere OPINIONI DEL TUTTO INDIPENDENTI DA QUELLE DELLA MENTE RAZIONALE”: fatti importantissimi, in perfetta sintonia col nostro argomento, e ben provati (leggete i lavori di Benjamin Libet!!!) che molti di voi tuttavia stenteranno o non vorranno credere.

Ho sempre sospettato, a iniziare da quello che hanno detto i filosofi per arrivare a quello che dice un critico fotografico, il nostro Io Cosciente si dia spesso un gran daffare per avversare o per giustificare ciò che il nostro Sé Istintivo gli ha già suggerito, e ora so che è davvero così. Ripeto. Quando guardiamo una foto che lo si voglia o no in meno di 100 millisecondi il nostro Sé Istintivo la GIUDICA, perché lui esiste per questo, non sa far altro, ma non è capace di ragionamenti complicati: sì o no, mi piace o non mi piace! Questo avviene nell’emisfero cerebrale destro e passa poi a quello sinistro, sede della razionalità, e solo a questo punto possiamo iniziare a leggere la nostra fotografia. Solo ora entrano in gioco la nostra razionalità e forse la nostra Coscienza, con la nostra personale cultura esperienza e sensibilità, sappiamo ragionare, confrontare, applicare la dialettica, la confutazione e l’argomentazione. Ma dobbiamo sapere che la lettura è temporalmente successiva al giudizio inconscio che abbiamo inevitabilmente già formato, e che ha sull'analisi un peso maggiore di quanto possiamo credere.
Quello che diciamo sulla foto è la sintesi tra queste due istanze, tra il giudizio inconscio e la lettura, dal quale, se necessario, scaturisce una valutazione. O meglio, dovrebbe essere una sintesi, ma quante volte è invece la giustificazione a parole di un giudizio irrazionale? Oppure un  ragionamento razionale contro il giudizio irrazionale? Questo lo abbiamo provato credo quasi tutti: quante volte vedendo una fotografia abbiamo provato un certo interesse positivo che poi è andato scemando riguardandola meglio e ancor di più sentendo le argomentazioni negative altrui? Ma quante volte è successo anche il contrario!! Una foto che lipperlì non vi convinceva, a ben guardare e a ben sentire non era invece poi così male, anzi. Sappiate d’ora in poi che il vostro primo giudizio è quello del Sé Istintivo, che poi si può motivare e approfondire se coincide col giudizio della mente razionale, oppure si può cambiare se non coincide.    
Ecco anche perché il nostro giudizio su una fotografia può essere diverso se lo diamo da soli, oppure nel corso di una giuria, durante la quale sentiamo anche i pareri degli altri.
Credo che conoscere la presenza di questo confronto e a volte di questo conflitto, ci sia utile per valutare e magari per rivedere questa dialettica che avviene SEMPRE in noi umani. Ci è utile soprattutto quando facciamo i "lettori". Questo equilibrio si gioca tra istinto e ragione per tutte le questioni della vita e quindi, nel suo piccolo, anche di fronte a una fotografia per la quale dobbiamo spendere delle parole davanti ad altre persone.

Faccio però un’altra domanda: chi lo dice che il parere meditato, frutto della lettura, dello studio e della tecnica, sia migliore in assoluto del semplice giudizio istintivo? Secondo me il punto cruciale è questo: ognuno dei due, separato dall'altro, è “zoppo”, e solo insieme camminano bene. Quando sentiamo un’emozione l’immagine è arrivata forte dentro di noi, è arrivata al nostro Sé Istintivo, sappiamolo!, teniamone conto e cerchiamo di armonizzare le due istanze. Ho già notato che coloro che abitualmente fanno i lettori hanno difficoltà nell’accettare il termine “giudizio” attribuito al nostro inconscio, difficoltà dovuta credo al fatto che non accettano o non sanno che il loro inconscio ha una sua vera e propria mente in gran parte autonoma. Ma ciò non mi stupisce: il loro Sé Istintivo lavora come in tutte noi per non farci cambiare il nostro punto di vista abituale!

Chiunque guardi una fotografia allora, la giudica e la lègge? Probabilmente una persona che non è abituata a fare il lettore più che altro la giudica, istintivamente, è il “mi piace-non mi piace” tanto in voga sui social network, leggerino ma pericoloso se preso sul serio. E' invece ovvio che una persona preparatissima e sempre all’opera sull’argomento, giudicherà inconsciamente e poi leggerà e valuterà consciamente. Credo che i passaggi tra questi due estremi siano infiniti.
Chi legge un portfolio deve probabilmente dare maggior peso alla lettura conscia, deve certo usare il suo bagaglio culturale e tecnico per consigliare il fotografo ed esporgli pregi e difetti del suo lavoro. Ma è cosciente di quanto pesa in tutto questo il proprio giudizio inconscio? Se no è secondo me una pècca notevole, se sì perché non esporli entrambi? Siamo prima di tutto persone, solo dopo, solo dopo siamo lettori o giudici.
Se il lettore è invece in una giuria perché mai dovrebbe sottomettere completamente le sue emozioni a un freddo giudizio tecnico??? Si dovrebbe forse giungere sempre a un giudizio cosciente equilibrato, ma ripeto: se non si conosce la presenza e l’importanza del giudizio inconscio non lo sappiamo nemmeno che dobbiamo trovare questo equilibrio.
E chi scrive di fotografia queste dinamiche fondamentali e ineludibili della mente umana le conosce?!? Spesso mi pare proprio di no!

Il mio personale parere è che pur dovendo sempre esprimere una sintesi è molto più bello, creativo, libero e vitale ascoltare, riconoscere e accogliere il giudizio nel nostro Sé Istintivo. Capisco che questo troverà molti oppositori, ma la dialettica è una delle cose positive e stimolanti della vita. Non ci si appelli alla sola tecnica di lettura, alla storia, alla conoscenza del linguaggio fotografico, perché questi sono sì strumenti importantissimi, anzi indispensabili, ma sono pur sempre strumenti che vengono usati da una persona, la quale non potrà non portare con sé tutte le sue esperienze e preferenze consce ma anche tutte le sue esperienze e preferenze inconsce.

Come spesso evidenzio nei miei scritti, la fotografia è sempre molto aderente alla vita reale, tenete infatti ben presente che l’equilibrio da stabilire tra istinto e ragione vale per tutte le questioni del nostro vivere, del nostro ESSERE, non solo di fronte a una fotografia, ed è essenziale per vivere sereni e se possibile felici. È un esercizio che bisogna personalmente fare sempre: quanto istinto e quanta riflessione ci sono in quello che sto pensando e sto facendo? Questo è estremamente stimolante e implica una ricerca in noi stesse, quasi una meditazione che la fotografia, o anche l’immagine fotoprodotta, da una parte meritano e dall’altra impongono per la loro intrinseca importanza sia nel mondo nella sua interezza che nel nostro mondo personale.

.                                                                                                               carlodelli  novembre 2014

Bibliografia minima
Daniel Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, 1997
Benjamin Libet, Mind time – Il fattore temporale nella coscienza,  R. Cortina Editore, 2010
Bruce Lipton, La biologia delle credenze, Macro Edizioni, 2006
Antonio Origgi, L’inconscio per amico, Amrita Edizioni, 2010


Ringrazio Fabio Del Ghianda, Cristina Paglionico, Marcello Ricci, Giancarlo Torresani: le loro osservazioni hanno contribuito ad ampliare ed approfondire questo articolo, anche se non tutti loro sono completamente d'accordo con il contenuto.

 

ESTESIONE : Presenza in tutti noi del Sè Istintivo
(Questa estensione fa parte di un mio libro che parla di come le donne siano trattate da dèi e uomini dall'inizio delle "civiltà" sino ad oggi; i puntini verso la fine hanno sostituito parte del testo originale che qui non interessa.)

Se non conosciamo l’importanza della presenza in noi e in ogni altro essere umano del Sé Istintivo, non si va da nessuna buona parte. Devo l’inizio di questa conoscenza allo psicologo Antonio Origgi, Master of Arts in Human Behaviour presso la Jolla University, e al suo libro “L’inconscio per amico” dal quale provengono alcune dei concetti che leggerete in questa appendice. Premetto che cercherò di scrivere nella maniera più semplice possibile, per provare a farmi capire da tutti.

Credo che ognuna di noi senta e accetti dentro di sé la presenza di un inconscio, di un istinto. Questa entità, che possiamo chiamare Sé Istintivo, è un’entità ben precisa che ha una sua mente autonoma, in collegamento com’è ovvio con la mente in cui noi ci riconosciamo e che chiamiamo Io Cosciente. In realtà ci sono altri componenti del nostro essere, come il Sé Mentale (chiamato anche Razionale), importantissimo perché pensa in parole e il Sé Superiore, ma qui, per la sintesi, limitiamoci al Sé Istintivo. Consiglio comunque a ognuna di voi di approfondire sul serio questo argomento, fondamentale per capire meglio le dinamiche dei nostri pensieri e per migliorare da sùbito la nostra vita.

L’Io Cosciente è la coscienza di esistere, è colui che afferma la propria identità, è la parte di noi capace di riflettere, è la parte della nostra coscienza di cui siamo direttamente consapevoli (non va confuso con l’ego). Dovremmo sapere che in noi convivono diverse menti, di diversi livelli di coscienza: quello fisico, quello istintivo, quello mentale e quello “principale”, l’Io Cosciente appunto, il solo capace di osservare tutti gli altri e di osservarsi, e il solo capace di sentire e cercare un contatto con il Sé Superiore, quello che tutto unisce, in qualsiasi modo lo concepiate.

Torniamo al Sé Istintivo. Lui regola tutte le funzioni vitali di base e i muscoli involontari ma può a volte controllare anche i volontari; però attenzione: ha una sua mente e una sua volontà e agisce per la nostra sopravvivenza. Le cose che Lui desidera di più sono: mangiare e bere, fare sesso, stare comodo, giocare e riposare, sentirsi accettato dagli altri. Inoltre ha la funzione di vedere e ricordare tutto, e di giudicare in un decimo di secondo tutto ciò che incontriamo per una fondamentale funzione di sopravvivenza: sapere immediatamente se è pericoloso o innocuo e nel primo caso mettere in azione i meccanismi di difesa o di fuga.

Tiro anche qui in ballo la musica: Franco Battiato nella canzone “L’animale” descrive mirabilmente il Sé Istintivo: “...avrei voglia di dirti che è meglio se sto solo, ma l’animale che mi porto dentro non mi fa vivere felice mai, si prende tutto, anche il caffè, mi rende schiavo delle mie passioni, e non si arrende mai e non sa attendere e l’animale che mi porto dentro vuole te”. Intanto identificarlo con un animale è esatto, Lui rappresenta infatti la nostra parte animale, la nostra parte ancestrale; dire io “mi porto dentro” il Sé Istintivo significa identificarsi personalmente con l’Io Cosciente e non con la mente istintiva e anche questo è corretto, pur se ognuna di noi è in realtà l’insieme di diversi livelli di coscienza; “si prende tutto” dichiara la predominanza del Sé Istintivo sulla volontà dell’Io Cosciente; “mie passioni” rende benissimo il fatto che purtroppo noi attribuiamo all’Io Cosciente idee, scelte e azioni che sono invece dell’istinto, con esiti disastrosi, considerando nostre le sue voglie, le sue paure, e soprattutto le sue false credenze; “vuole te” mette in evidenza che il Sé Istintivo ha una sua mente capace di pensare, anche se a modo suo; infine “non si arrende mai” svela altre due sue principali caratteristiche: 1) la forte tendenza a NON cambiare, cioè la sua neofobia, e la sua perseveranza in questa tendenza, cioè la difficoltà di fargli cambiare le credenze sia di base sia acquisite; 2) non ha il senso del tempo!: si ricorda tutto del passato ma vive esclusivamente nel presente e vede pochissimo nel futuro. Solo per una cosa non sono d’accordo con Battiato ed è molto positiva per tutte noi: non è sempre vero che “non ci fa essere felici mai”, per fortuna se sappiamo che esiste possiamo contattarlo e farcelo amico, non è difficile! Tanti filosofi e tantissime persone comuni hanno trovato un equilibrio e ci hanno detto che si può essere serene e felici anche senza fedi fantasiose.

Dicevamo che il Sé Istintivo desidera soprattutto mangiare, bere, fare sesso, stare comodo, giocare, riposarsi, essere accettato dagli altri e socializzare. Ebbene, per raggiungere questi scopi Lui determina gran parte dei nostri comportamenti, dei nostri gusti e delle nostre idee. La prima delle cose notevoli da sapere è che per circa il 95% del tempo non siamo “noi” come Io Cosciente a pensare e agire bensì è la nostra mente istintiva che pensa e agisce per noi, viviamo per il 95% del nostro tempo nell’abitudine mentre la  nostra coscienza “dorme”. Badate bene che è davvero più del novanta per cento del nostro tempo e delle nostre azioni, come hanno dimostrato tanti studi scientifici. Il nostro Sé Istintivo sa cosa fare per abitudini che ha già filogeneticamente o che acquisisce da esperienze durante i primi 13-14 anni di vita, esperienze che spesso noi non ricordiamo. E il suo modo di ragionare non risponde alla nostra logica cosciente e razionale, o meglio può anche farlo ma non è detto; ragiona sempre in modo molto semplice, un po’ come un animale e può essere paragonato a un cane, nel senso migliore possibile di nostro inseparabile compagno, o a un cavallo, perché appunto è Lui che ci guida per la maggior parte del tempo e, se non lo sappiamo istruire e guidare, è Lui che decide dove andare.

La sua presenza è molto logica. Il nostro corpo è con tutta evidenza derivato dai corpi di altri esseri viventi che ci hanno preceduto: non intendo riferirmi solo alla storia suggerita dai fossili di nostri antenati, peraltro sorprendente e affascinante (credo sia un peccato non conoscerla), no, ma al nostro corpo attuale. Partiamo dalla biochimica: dovete sapere che tantissime delle vostre proteine, tra cui molti enzimi come quelli della catena energetica, sono gli stessi di molti microrganismi unicellulari, sono gli stessi ad esempio di un’ameba!!! Le nostre cellule per funzionare hanno dentro di loro degli organelli chiamati mitocondri, e questi sono identici nelle cellule di qualsiasi animale e di tutti i microrganismi con nucleo cellulare. E poi pensiamo che il DNA e l’RNA hanno la medesima struttura in tutti ma proprio tutti gli esseri viventi. La storia è ovviamente lunghissima e occorre estremizzare il sunto: abbiamo lo stesso sistema di trasmissione nervosa di tutti gli animali, abbiamo la stessa colonna vertebrale di tutti i vertebrati, abbiamo la stessa struttura ossea di base di tutti i mammiferi, abbiamo strutture che non servono più ma sono vestigia dei nostri “antenati”, il nostro sviluppo embrionale ripete tutta l’evoluzione e avete tutte avuto in tempi diversi le branchie e la coda, noi umani abbiamo un DNA che è per il  98,6% identico a quello degli scimpanzé, etc etc etc. Tutti gli animali però non hanno solo un corpo ma hanno anche una loro “mente”, e anche una loro coscienza con la lettera piccola, diciamo “primitiva”, che ovviamente sarà minima in un’alga, più sviluppata in un’ameba, più ancora in una mosca e così via in un pesce, una rana, un serpente, un passero, un delfino, un elefante, un cane, un corvo, uno scimpanzé. Ora niente di più logico che, così come il nostro corpo si è evoluto da esseri a noi precedenti portandone amplissime evidenze, anche la nostra mente lo abbia fatto; in fondo è quasi banale, la nostra mente non viene dal nulla, deriva da menti precedenti. Abbiamo questa eredità mentale di base, “animale”, istintiva, alla quale si sovrappone poi la mente razionale e poi quella “principale” di esseri umani, quella che ci ha fatto fare il salto qualitativo dandoci una vera Coscienza con la lettera maiuscola che ci distingue dagli animali. Ma in noi il Sé Istintivo è presente e potentissimo, soprattutto se non lo sappiamo.

E attenzione!, questa non è una  questione astratta o ipotetica ma una cosa certa della quale vediamo gli effetti ogni giorno, la presenza attiva del Sé Istintivo è evidente in mille cose che ci accadono continuamente. Quante volte abbiamo sentito dire e quante volte abbiamo detto “non ero io”, “ero fuori di me” oppure “è più forte di me!”. Ma CHI è più forte di noi? Potrei fare mille esempi, c’è l’innocuo mangiarsi le unghie ma quante persone fumano o hanno abitudini nocivi sapendo con certezza che fanno molto male, fino a poterli far ammalare o far morire prematuramente! Ma CHI “è più forte di loro”? CHI si mangia le unghie e CHI fuma? Non è l’Io Cosciente, non siamo “noi”, è il nostro Sé Istintivo!

Lui vive di emozioni: tutto quello che ha a che fare con le emozioni passa attraverso la nostra mente istintiva; questo è importante: sappiate che le emozioni, quindi una parte essenziale e importantissima del nostro essere e del nostro vivere, non toccano l’Io Cosciente o il nostro Sé Mentale ma solo e soltanto il Sé Istintivo: solo a Lui dobbiamo la nostre paure, la nostra  rabbia, la nostra vergogna, la nostra gioia, la nostra euforia, il nostro innamoramento, mentre l’Io Cosciente gestisce invece i sentimenti come l’amicizia, l’amore, la compassione, la fede, e purtroppo l’invidia o l’odio, anche se alcuni considerano propri dell’Io Cosciente solo le manifestazioni positive.

Il Sé Istintivo è padrone di tutti i muscoli involontari ma spesso agisce anche su quelli volontari, indipendentemente o anche CONTRO il nostro Io Cosciente. Vedremo molti esempi ma facciamone alcuni a raffica. 1) Quando siamo a disagio o diciamo una bugia abbiamo tutta una mimica particolare e involontaria del volto e del corpo: è Lui che muove i muscoli senza che ne abbiamo coscienza (chi sa riconoscere questa mimica la vede bene, è quasi una scienza e la si insegna); 2) incontriamo o anche solo vediamo! qualcuno a cui teniamo molto: arrossiamo, ci sentiamo il cuore in gola o un crampo alla pancia: è Lui che dilata i capillari del viso, emette adrenalina e contrae i muscoli dello stomaco e dell’intestino; ma anche balbettiamo e non troviamo le parole: è Lui che prende il sopravvento sulla mente conscia; 3) lo stesso quando dobbiamo sostenere un esame importante, chi lo ha provato lo sa bene: si scatena di tutto, insonnia, amnesie, herpes, diarree, e chi più ne ha più ne metta; 4) c’è il detto “farsela sotto dalla paura”: è Lui che rilascia gli sfinteri; 5) sentiamo una musica che “ci prende dentro” e ci viene la pelle d’oca: è Lui che muove i muscoli sollevatori dei peli (la musica è in particolare di sua competenza, è Lui che la riceve).

I sonnambuli girano per casa, aprono porte, scendono e salgono le scale, tornano a letto e non si ricordano niente. Ho dormito con persone che parlano nel sonno: a domanda loro rispondevano con cognizione di causa (divertente ma anche rischioso!) ma poi non ricordavano nulla! Guardate che è importante: CHI fa muovere perfettamente il corpo del sonnambulo se l’individuo non è cosciente!? E CHI risponde alle domande mentre l’Io Cosciente dorme? Costui è il Sé Istintivo.

Ho visto all’opera un rabdomante: mi ha detto che la bacchetta è solo uno strumento e che “qualcosa” di involontario ha la facoltà di fargli muovere i muscoli quando sotto c’è l’acqua: è il Sé Istintivo che  abbiamo detto essere una coscienza e mente animale e da animale sente dov’è l’acqua, ognuna di noi ha la potenzialità di essere rabdomante ma solo in alcune questa facoltà è sviluppata e si manifesta.

Vi ricordate la testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale di calcio del 2006? Ecco un caso eclatante di Sé Istintivo che prende il sopravvento sull’Io Cosciente! Nonostante fosse assolutamente illogico, controproducente e pessimo sotto tutti i punti di vista, il Sé Istintivo di Zidane, stimolato da una situazione che lo ha attivato, ha tirato una testata a Materazzi seguendo una logica derivante dal suo vissuto personale e dal vissuto generale dei maschi della nostra specie. Comportamento patologico direte, forse, ma è certo che il nostro Sé Istintivo ha  a che fare con le nostre malattie, essendo direttamente responsabile di quelle cosiddette “da stress”, psico-somatiche, che sono tantissime, ma più o meno indirettamente con quasi tutte le malattie. Per la nostra brevità chiudo sùbito questo pozzo senza fondo, uno dei tanti dove abbiamo solo sbirciato, ma pensate alla sua enorme importanza.

Continuiamo: vi svegliate una mattina con un motivetto in testa che torna e ritorna? È sempre Lui! Mi sono ritrovato una volta a canticchiare insistentemente una canzone di Vasco Rossi e la cosa notevole è che la trovavo orribile e non avrei voluto farlo! A quel tempo ascoltavo le radio commerciali e mi resi conto che questa canzone veniva ripetuta più volte durante la giornata: capii come possiamo essere facilmente condizionati. Non conoscevo allora il mio Sé Istintivo ma ora so chi cantava quella canzone. Pensate anche questo: con il mio nipotino di 11 anni abbiamo guardato dei video di Michael Jackson e dopo un’oretta lui cantava l’ultima canzone sentita: gliel’ho fatto notare ma è caduto dalle nuvole e ha negato di star cantando alcunché!, non era assolutamente cosciente di star cantando Wanna be starting something! Ho sorriso pensando al suo Sé Istintivo ancora in formazione ma che già canta canzoni “per conto suo”!

I pubblicitari conoscono bene questo e molti altri meccanismi per ingannarci, Konrad Lorenz ha scritto che “in certe Università si insegna il modo di suscitare nella gente bisogni inutili” e trovava questo “assolutamente spregevole”: sono d’accordissimo con lui. Spesso vediamo delle pubblicità apparentemente stupide ma loro mirano all’inconscio, se convincono Lui ci hanno fregato (e ci riescono spesso!). Classico l’accoppiamento bella auto = bella gnocca, ma ci sono accostamenti ancor più stupidi che tendono ad ingannare il nostro Sé Istintivo; vengono studiati ad esempio i colori e l’apparenza dei prodotti perché arrivano subito a Lui e pensate ai prezzi: ovunque sono 0,99 1,99 9,99 19,99 tutti così!: se ci pensiamo bene non ci sentiamo presi in giro? Io sì. Ma loro non si rivolgono a noi, sanno che il Sé Istintivo è come un animaletto e abbocca e che quasi sempre comanda su di noi. Se conosciamo questo meccanismo allora ci difendiamo meglio, quelle di noi che conoscono come funziona la cosa sono meno influenzabili!

Ancora: vi è mai capitato di accorgervi in auto di aver fatto anche chilometri con la mente distratta e pensare “accidenti, ma CHI ha guidato per tutta questa strada?”. Oppure volete andare in un posto ma sbagliate strada imboccando quella che fate tutti i giorni: CHI l’ha presa la solita strada se voi sapevate di dover andare altrove?

Vedete, è indispensabile che faccia quasi tutto Lui, non potremmo pensare coscientemente ogni azione. Ricordate la prima volta che avete guidato un’auto? Sembrava difficilissimo premere il pedale giusto nello stesso momento in cui con una mano si spostava la leva del cambio nel posto giusto mentre con l’altra si comandava il volante guardando contemporaneamente la strada e gli specchietti retrovisori: occorreva un grande impegno, ma non sembrava difficile era davvero difficile, perché lo facevamo usando solo l’Io Cosciente, col quale cerchiamo di imparare: il vero significato di imparare, di apprendere, è trasferire un comportamento o una nozione dall’Io Cosciente al Sé Istintivo. Quando Lui lo ha acquisito non se lo scorderà più. Impariamo ad andare in bicicletta o sciare: le prime volte ci vuole molta fatica e magari molte cadute poi impariamo e andiamo in scioltezza: se stiamo vent’anni senza più farlo e poi riproviamo scieremo e pedaleremo sùbito senza cadere: il Sé Istintivo ha una memoria ferrea, queste esperienze non se le scorda più. Per lo stesso motivo è quasi sempre difficilissimo cambiare le nostre abitudini: Lui non vuole cambiare, è molto pigro. Torniamo all’inizio di questo capoverso: capite bene che sarebbe terribile doversi muovere come quando abbiamo imparato la prima volta: allacciarsi le scarpe, scendere le scale, farsi un caffè: tutto faticosissimo! Ed ecco che per fortuna lo fa Lui.

Un altro aspetto importantissimo. Sono stati pubblicati proprio recentemente due nuovi studi scientifici che hanno ribadito che quando tutti noi vediamo qualcosa di nuovo, in soli 100 millisecondi (cioè prima che ci venga alla coscienza), diamo inconsciamente un giudizio: innocuo/pericoloso, simpatico/antipatico, mi piace/non mi piace. In un istante il nostro inconscio classifica inesorabilmente ogni cosa, animale, persona o situazione che incontra: questo giudizio è un “obbligo evoluzionistico”, necessario per vivere, non possiamo assolutamente non averlo! Torno sul concetto iniziale con le parole di Daniel Goleman, psicologo e ricercatore, importantissime e in perfetta sintonia col nostro argomento: “... nei primi millisecondi di percezione di un oggetto non solo comprendiamo in modo inconscio cosa sia ma decidiamo anche se ci piace o no; l’inconscio cognitivo presenta poi alla nostra consapevolezza non solo l’identità di ciò che vediamo ma anche un vero e proprio giudizio su di esso. Le nostre emozioni dunque hanno una mente che si occupa di loro e che può avere opinioni del tutto indipendenti da quelle della mente cosciente e razionale”. Eh sì, Lui è sempre all’erta, deve avere sotto controllo il mondo intorno. Questo giudizio immediato pesa poi molto nella nostra valutazione complessiva e il guaio è sempre quello: il suo giudizio può anche essere sbagliato! La logica del Sé Istintivo non sempre è coerente con la realtà attuale, e per attuale intendo sia quella generale di essere nel 2014 e non all’età della pietra e magari ai nostri 50 anni e non a 5 anni: Lui può non distinguere e comportarsi in maniera quantomeno inappropriata.

Vediamo se resistete a questo, vi riassumo dalla prefazione del genetista Edoardo Boncinelli a “Mind time - Il fattore temporale nella coscienza” (2004) del neuroscienziato Benjamin Libet. Sto procedendo in auto e un motorino mi attraversa improvvisamente la strada: in mezzo secondo, 500 millisecondi, lo urterei; ma in soli 50-60 millisecondi il mio cervello (non io attenzione!) se ne accorge e dopo 100-150 millisecondi il piede frena, ma solo dopo 500 millisecondi IO mi rendo conto dell’accaduto!!! e dopo 650 millisecondi posso “commentarlo” con parole. E il caso è estensibile a qualsiasi movimento: IL MIO CERVELLO SA SEMPRE 350 MILLISECONDI PRIMA DI “ME”, PRIMA DEL MIO IO COSCIENTE, CHE STO PER COMPIERE UN’AZIONE! Sembra assurdo ma è così, e spesso le soluzioni sono molto più semplici di quel che sembra: chi lo sa prima dell’Io Cosciente è l’altra nostra mente, il Sé Istintivo, che è sempre molto più veloce dell’Io Cosciente, è una delle sue caratteristiche normali! e il motociclista stavolta è salvo. Naturalmente se i nostri occhi sono altrove, se stiamo leggendo un sms mentre guidiamo il motociclista probabilmente muore.

Ancora. Il Sé Istintivo non sa distinguere tra una scena immaginata e una reale, per Lui anche quella immaginata è reale; e non sa nemmeno capire che un film non sia realtà, per questo ci emozioniamo davanti allo schermo e vale anche per il teatro come già sapevano gli antichi greci. L’Io Cosciente lo sa benissimo che è solo una finzione ma il Sé Istintivo no, e come abbiamo detto è Lui il più forte ed è quindi quasi sempre Lui che vince, per questo veniamo presi dalle storie, ci affezioniamo ai personaggi, ci immedesimiamo, commentiamo, diamo suggerimenti, ci spaventiamo, piangiamo, rimaniamo delusi oppure soddisfatti. Vedere e sentire storie o notizie negative ci fa davvero più negativi, così come per fortuna l’opposto: con l’Io Cosciente dovremmo scegliere bene e soprattutto non dovremmo influenzare negativamente bambine e bambini.

Un’altra cosa che purtroppo sappiamo tutte è quanto sia difficile anzi impossibile scacciare un brutto pensiero. Ci è capitata una disgrazia, un fatto molto negativo in famiglia, al lavoro, in amore, o dobbiamo affrontare una situazione sgradevole: ci pensiamo continuamente, immaginiamo cosa può accadere, e se cerchiamo di pensare ad altro non ci riusciamo, quel tarlo torna e ritorna, ci perseguita anche se noi non vorremmo pensarci... già ma se noi non vogliamo pensarci CHI è che pensa? In realtà abbiamo già detto che in chi pensa con parole è il Sé Mentale ma c’entra anche l’istinto perché la notte è ancora peggio: il Sé Istintivo per comunicare usa l’emisfero destro e dal dormiveglia in poi i due emisferi cerebrali si connettono molto di più tra loro ed ecco che siamo davvero in balìa del nostro inconscio, e se Lui sta male noi stiamo malissimo.

Torniamo al significato dell’apprendimento come passaggio di informazioni dall’Io Cosciente al Sé Istintivo. I riti collettivi o personali di tutte le religioni, come la prosa ripetitiva di molti libri sacri, devono convincere il Sé Istintivo. Candele accese, paramenti vistosi o inconsueti, incensi, architetture imponenti: tutto questo incide profondamente sul Sé Istintivo e questo serve al potente per incidere sulle persone: tamburi, cori, trombe, bandiere, adunanze, movimenti collettivi coordinati fanno emozionare profondamente, credo che molti di noi lo abbiano provato, funzionano, oggi come ieri, e quindi possono essere usati per penetrare nel Sé Istintivo e condizionare così l’Io Cosciente.

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Non sto dicendo, attenzione, che il Sé Istintivo è una entità di per sé negativa, assolutamente no, può anzi aiutarci molto e lo fa, sto dicendo che in virtù del grande potere che ha sull’Io Cosciente diventa negativo solo quando è malato, e spesso lo è per colpa di una educazione sbagliata, soprattutto se non sappiamo contattarlo e farcelo amico. Contattare il nostro Sé Istintivo è una delle avventure più importanti che tutte dovremmo intraprendere per avere una vita di serenità e anche di successo. Buona conoscenza a tutte di... voi stesse.

Per conoscere il vostro Sé Istintivo scrivetemi o guardate il sito: www.antoniooriggi.com

Ovviamente non basta lèggere o scartabellare internet, occorre impegnarsi ma non è una fatica è una scoperta fantastica!!!!

 
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